La televisione svizzera per l’Italia
Persone in controluce contro schermo con scritta IA, mano umana e mano robotica

Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

Con la massiccia diffusione dell'intelligenza artificiale, quello che fino a poco tempo fa non avrebbe stonato in un libro di fantascienza è ormai parte della nostra quotidianità, e la società e il mondo del lavoro sono stati stravolti.

Cosa dovrebbero fare i Paesi per regolamentare questo strumento che crea molte opportunità, ma altrettante preoccupazioni? Un dialogo internazionale per trovare una risposta è in corso in questi giorni a Ginevra.

E a voi, l'IA ha cambiato la vita?

Antonio Guterres
Secondo il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, questa generazione potrebbe essere l’ultima con il potere di regolamentare l’IA. Keystone/EPA/Salvatore di Nolfi

Il primo Dialogo mondiale sulla governance dell’intelligenza artificiale si è aperto oggi a Ginevra. Il summit riunisce governi, aziende tecnologiche, mondo accademico e società civile. Organizzato sotto l’egida delle Nazioni Unite, ha lo scopo di discutere le possibili modalità di regolamentazione dell’IA, in modo da ridurre le minacce che questo potente strumento rappresenta.

Sono tre i rischi principali menzionati dal segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, nel suo discorso d’apertura del vertice, che si tiene oggi e domani: la vertiginosa rapidità dello sviluppo dell’IA, la concentrazione delle capacità di questa tecnologia nelle mani di un piccolo gruppo di aziende e di Paesi e, infine, la minaccia rappresentata dai contenuti generati dall’IA per l’integrità dell’informazione e la fiducia nei fatti. Guterres ha anche insistito sui pericoli dell’uso militare di questa tecnologia e sull’impatto ambientale dei data center.

Durante questo primo Dialogo sulla governance dell’IA, le delegazioni esamineranno le conclusioni della prima valutazione scientifica mondiale e indipendente sull’IA, commissionata dall’Assemblea generale dell’ONU.

Un rapporto più completo è previsto per il prossimo anno, in concomitanza con un secondo vertice mondiale sull’argomento, che si terrà questa volta a New York.

Tessera AVS
Alcuni svizzeri e svizzere all’estero in pensione in Russia e Bielorussia si sono trovate in una situazione complicata in questo 2026. Keystone / Christian Beutler

È finito il calvario dei beneficiari e delle beneficiarie di rendite dell’Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) residenti in Russia e Bielorussia che da circa sei mesi non ricevevano più i versamenti.

Ne dà notizia il portale infosperber, il primo media a parlare in maggio di questo problema che toccava una sessantina di persone che non disponevano di un conto bancario in Svizzera, ma solo nel Paese di residenza.

Da inizio 2026, a causa della reticenza delle banche che temevano di incorrere in problemi legali nel contesto delle sanzioni dell’Unione Europea nei confronti di Russia e Bielorussia, non ricevevano più le rendite pensionistiche dalla Svizzera a cui avevano diritto.

La settimana scorsa, l’Ufficio centrale di compensazione (UCC), responsabile dei versamenti, ha finalmente annunciato che “è stata trovata una soluzione che consente la ripresa dei pagamenti da luglio 2026“. I versamenti vengono effettuati tramite una banca corrispondente all’estero, si precisa.

Bambina si protegge dalla mano di un adulto
Secondo le cifre della SSP, il 70% delle violenze su minori avviene in famiglia, il 40% delle vittime ha meno di 6 anni. Keystone/Steffen Schmidt

Nel 2025, 2’380 bambini, bambine e adolescenti sono stati curati in una clinica pediatrica svizzera in seguito a un caso di maltrattamento presunto o confermato. Si tratta di un aumento di circa il 14% rispetto all’anno precedente e della cifra più elevata dall’inizio della raccolta nazionale dei dati nel 2009.

Secondo la Società svizzera di pediatria (SSP), la violenza fisica è stata la forma più frequente di maltrattamento, con 756 casi, anche se a livello percentuale si registra un leggero calo rispetto al 2024. Ad aumentare in modo marcato sono stati i casi di maltrattamento psicologico, che hanno registrato un incremento di un terzo, per un totale di 582 casi.

Le cliniche hanno inoltre registrato cifre più elevate rispetto all’anno precedente per quanto riguarda la negligenza (699 casi) e gli abusi sessuali (325 casi).

Queste cifre, secondo l’SSP, dimostrano che una protezione efficace dell’infanzia, basata su una prevenzione precoce e un sostegno mirato alle famiglie, resta essenziale. L’argomento è di attualità anche a livello legislativo. Dal primo luglio, infatti, il principio dell’educazione non violenta dei figli è entrato nel Codice civile svizzero. La modifica, approvata dal Parlamento la scorsa estate, sancisce esplicitamente il divieto delle punizioni corporali e di altri trattamenti umilianti nei confronti dei minori.

Chih-chung Wu
“I taiwanesi adorano la Svizzera, ma vorremmo che anche gli svizzeri adorassero Taiwan allo stesso modo”, ha affermato Chih-chung Wu ai microfoni di RSI. RSI

La Svizzera dovrebbe adottare una vera neutralità, cioè mantenere la stessa distanza dalla Cina e da Taiwan. È la critica alla Confederazione espressa dal viceministro degli esteri di Taipei, Chih-chung Wu, intervistato dalla RSI.

Come la maggior parte dei Paesi del mondo, la Svizzera riconosce la Repubblica popolare cinese, ma non Taiwan. Questa posizione di un Paese che si definisce neutrale come la Svizzera crea incomprensioni, secondo Wu, il quale auspica maggiori contatti politici. “Potete parlare normalmente con la Cina, ma non con Taiwan”, si rammarica.

Queste preoccupazioni non cadono completamente nel vuoto nel Parlamento elvetico. Il consigliere nazionale socialista Jon Pult ricorda che la Camera Bassa aveva votato per avere relazioni, anche stabili, con il Parlamento taiwanese, ma il Consiglio degli Stati è contrario.  “C’è una reticenza nella politica svizzera poiché la paura è di fare arrabbiare troppo Pechino. Su questo dovremmo essere un po’ più coraggiosi e avere relazioni non ufficiali, ma concrete, pratiche a livello economico, culturale e sociale con Taiwan”, sostiene Pult.

Dall’altra parte dello spettro politico, il consigliere nazionale Piero Marchesi, dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice), afferma: “È evidente che abbiamo forti interessi economici con la Cina. Ma il tema dell’imparzialità con Taiwan si pone”. Il parlamentare ricorda che l’obiettivo dell’iniziativa sulla neutralità, lanciata anche dall’UDC e su cui il popolo voterà a settembre, è “fare in modo che la Svizzera sia il più possibile imparziale“.

Band in controluce
Keystone / Valentin Flauraud

Foto del giorno

L’edizione 2026 di una delle manifestazioni musicali più iconiche del pianeta ha preso il via lo scorso weekend in Svizzera. Il Montreux jazz festival attirerà appassionati e appassionate sulle rive del lago Lemano fino al 18 luglio. Nella foto: la cantante portoghese Maro (a destra) si esibisce all’Auditorium Stravinski.

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