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Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

Prima della chiusura della sessione straordinaria di oggi, i politici a Berna hanno dedicato circa cinque ore e mezza alla procedura di naturalizzazione svizzera. Un’iniziativa popolare mirava a semplificarla.

Dopo numerose votazioni, alla fine la maggioranza borghese ha prevalso nettamente.

Buona lettura!

Il portavoce della commissione delle istituzioni politiche Simone Gianini discute con il consigliere federale Beat Jans durante il dibattito sull'Iniziativa per la democrazia.
Il portavoce della commissione delle istituzioni politiche Simone Gianini discute con il consigliere federale Beat Jans durante il dibattito sull’Iniziativa per la democrazia. Keystone / Alessandro Della Valle

Nell’ultimo giorno della sessione speciale, il Consiglio nazionale ha dibattuto sull’iniziativa per la democrazia, raccomandandone il respingimento con una maggioranza di due terzi. La discussione nella sala della Camera del popolo è durata circa cinque ore e mezza. Su proposta della maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche, il plenum ha approvato la raccomandazione di voto negativa. L’iniziativa è stata sostenuta dal Partito socialista e dai Verdi.

Nello specifico, l’iniziativa per la democrazia dell’alleanza della La discussione nella sala della Camera del popolo è durata circa cinque ore e mezza. Su proposta della maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche, il plenum ha approvato la raccomandazione di voto negativa. L’iniziativa è stata sostenuta dal Partito socialista e dai Verdi.

In precedenza, anche il ministro socialista della giustizia Beat Jans si era espresso a nome del Consiglio federale, manifestando la posizione contraria del Governo all’iniziativa. Secondo l’Esecutivo, il testo interferisce in modo significativo con le competenze cantonali. “Il Consiglio federale vuole mantenere il sistema attuale”, ha affermato Jans. Tuttavia, l’istanza di fondo, ovvero che i Cantoni armonizzino i propri requisiti per la naturalizzazione, è sostenuta dal Governo.

Nello specifico, l’iniziativa lanciata dall’alleanza della società civile “Azione quattro quarti” chiede che i Cantoni non possano più stabilire i criteri per ottenere la cittadinanza, ma si occupino solo dello svolgimento delle procedure. Le condizioni per la naturalizzazione sarebbero, oltre al soggiorno per almeno cinque anni in Svizzera, la conoscenze di base di una lingua nazionale, il non costituire un pericolo per la sicurezza e l’assenza di condanne per reati gravi. L’iniziativa passerà ora all’esame del Consiglio degli Stati.

410'000 frontalieri e frontaliere lavorano in Svizzera. Ciò la rende prima in Europa sotto questo aspetto.
410’000 frontalieri e frontaliere lavorano in Svizzera. Ciò la rende prima in Europa sotto questo aspetto. Keystone / Karl Mathis

Una chiara maggioranza degli Stati membri dell’UE ha approvato ieri una riforma per l’indennità destinata a lavoratori e lavoratrici transfrontalieri senza impiego. Questo cambio di sistema potrebbe costare alla Svizzera centinaia di milioni di franchi all’anno.

Già una settimana fa, nel nostro briefing, avevamo parlato di queste nuove regole europee. Nello specifico, in futuro a pagare non dovrebbe più essere lo Stato di residenza, bensì l’ultimo Paese in cui le persone disoccupate hanno lavorato. Ciò significa che chi è stato assicurato per almeno 22 settimane nel Paese di lavoro, riceverà lì l’indennità di disoccupazione, a patto che le condizioni nazionali siano soddisfatte. Per il cambio di sistema manca al momento l’approvazione del Parlamento europeo, che è attesa entro la fine dell’anno.

Sono 410’000 i frontalieri e le frontaliere che lavorano in Svizzera, posizionando la Confederazione al primo posto in Europa. I costi supplementari che la Svizzera dovrebbe affrontare con la nuova regolamentazione non possono ancora essere quantificati con esattezza. Secondo le stime, potrebbero ammontare a diverse centinaia di milioni di franchi all’anno.

Il coordinamento delle assicurazioni sociali è parte dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone. Le nuove regole, tuttavia, non si applicano automaticamente alla Svizzera, la quale potrebbe anche rifiutarsi di adottarle. Boris Zürcher, per anni a capo della Direzione del lavoro presso la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), ha dichiarato ai giornali di CH Media: “Presumo che la SECO rifiuterà di adottare il regolamento”. Tra le politiche e i politici svizzeri, le reazioni sono contrastanti. Mentre l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) parla di una “sfrontatezza dell’UE”, la consigliera nazionale del Centro ed esperta di politica europea Elisabeth Schneider-Schneiter ritiene che coordinare i sistemi di previdenza sociale sia anche nell’interesse degli svizzeri e delle svizzere che risiedono nell’UE. Al quotidiano Tages-Anzeiger ha affermato: “La Svizzera dovrà negoziare con l’UE un’attuazione ragionevole”.

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Il presidente della Confederazione Guy Parmelin intende incontrare la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni a margine del vertice della Comunità politica europea. Keystone / Peter Schneider

Dal tragico incendio di Crans-Montana, persiste il malumore tra Italia e Svizzera. Ora il Dipartimento del presidente della Confederazione Guy Parmelin sta preparando diversi incontri al vertice.  

La scorsa settimana, l’invio di fatture ospedaliere da Sion ad alcune e alcuni pazienti italiani ha nuovamente causato malcontento. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è dichiarata “scioccata” sulla piattaforma X. Solo una “burocrazia disumana” potrebbe agire in modo così insensibile e offensivo come sta facendo la Svizzera, ha scritto.

Per migliorare nuovamente i rapporti tra i due Paesi, il Dipartimento del presidente della Confederazione Guy Parmelin ha lavorato a iniziative diplomatiche, come riportano i giornali di CH Media. Parmelin dovrebbe incontrare prima Meloni a margine del vertice della Comunità politica europea in Armenia e i giorni successivi il presidente della Repubblica italiano Sergio Mattarella a margine della cerimonia di giuramento delle nuove guardie svizzere, al fine di chiarire possibili malintesi.

Come scrive CH Media, il presidente della Confederazione nutrirebbe una certa comprensione per la reazione italiana all’invio delle fatture. Urs Wiedmer, portavoce di Parmelin, ha inoltre comunicato ieri sera: “È assolutamente chiaro che le persone ferite a Crans-Montana e le loro famiglie, indipendentemente dal loro luogo di residenza, non dovranno pagare nulla per le cure mediche ricevute in Svizzera”. I costi non coperti dalle assicurazioni saranno sostenuti dall’Aiuto alle vittime.

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Più della metà degli Stati valutati nella classifica si trova nelle categorie “difficile” e “molto grave”. Keystone/AP Photo/Lefteris Pitarakis

La libertà di stampa è sotto pressione in tutto il mondo. Lo dimostra anche la nuova classifica della libertà di stampa dell’organizzazione Reporter senza frontiere (RSF), che mostra il “livello più basso dalla sua introduzione 25 anni fa”.

Più della metà degli Stati valutati si trova nelle categorie “difficile” e “molto grave”. Soprattutto in ambito giuridico, RSF osserva notevoli passi indietro: in molti Paesi, ad esempio, il giornalismo viene sempre più criminalizzato attraverso leggi emanate con il pretesto della lotta al terrorismo o della sicurezza nazionale.

La Svizzera si classifica all’ottavo posto. Secondo RSF, tuttavia, “problemi di natura legale, in particolare l’applicazione del segreto bancario a giornalisti e giornaliste, e misure di diritto civile per bloccare contenuti giornalistici” continuano a gravare pesantemente sui media.

L’organizzazione critica inoltre le misure cautelari con cui “troppi media” si confrontano e chiede che il Consiglio federale tenga maggiormente in considerazione il ruolo dei media d’informazione nella prevista legge sulla regolamentazione delle piattaforme digitali. La situazione economica dei media in Svizzera è definita da RSF “preoccupante”.

persone in cabina funivia saentis
Keystone / Gian Ehrenzeller

Foto del giorno

La vecchia funivia del Säntis, costruita nel 1974, ha effettuato oggi la sua ultima corsa. La nuova dovrebbe entrare in servizio in autunno. Da domani, si potrà salire sulla montagna di 2’502 metri nel massiccio dell’Alpstein solo a piedi.

Tradotto dal tedesco con il supporto dell’IA/mrj

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