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Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

L'attualità, quando la si segue giorno dopo giorno, finisce spesso per dare l'impressione di un disco che gira in tondo. Ritornano gli stessi temi, gli stessi dibattiti, le stesse tensioni. E tuttavia, capita ancora che, senza preavviso, un evento rompa la routine e sorprenda.

È chiaramente il caso di questa selezione di notizie del giorno, con un Parlamento che chiede la testa di una consigliera di Stato, la prima potenza mondiale che s’interessa al commercio al dettaglio svizzero e un Cantone che legifera sulle feste di compleanno dei più piccoli.

Lasciatevi sorprendere e buona lettura,

Si percepiscono relazioni tese tra Valérie Dittli (a destra) e i suoi colleghi del Consiglio di Stato vodese, qui Nuria Gorrite e Frédéric Borloz.
Si percepiscono relazioni tese tra Valérie Dittli (a destra) e i suoi colleghi del Consiglio di Stato vodese, qui Nuria Gorrite e Frédéric Borloz. Keystone / Cyril Zingaro

Un Parlamento cantonale che chiede le dimissioni di un membro dell’Esecutivo: un passo del genere è rarissimo nella democrazia svizzera, molto orientata al consenso, ma è accaduto nel Cantone di Vaud. Il Gran Consiglio ha chiesto ufficialmente alla consigliera di Stato Valérie Dittli di dimettersi.

La risoluzione è stata adottata a larga maggioranza. La proposta è stata sostenuta da tutti i partiti di sinistra, mentre la destra si è in gran parte astenuta. Questo voto fa seguito alla pubblicazione di un nuovo rapporto schiacciante sulla gestione della ministra del Centro, a cui viene rimproverato di aver concluso un accordo ritenuto inappropriato con l’ex presidente della Commissione fondiaria rurale, accordandogli un mandato retribuito in cambio del ritiro di una denuncia presentata contro di lei.

Il Governo vodese ha ora tre mesi per rispondere formalmente a questa risoluzione. La portata è soprattutto politica e simbolica, poiché di fatto nessuna legge vodese permette di destituire un membro del Governo cantonale dalle sue funzioni. La decisione può quindi venire solo dalla diretta interessata.

Questa La risoluzione, che vuole essere un “messaggio forte”, indebolisce ulteriormente la posizione di Valérie Dittli all’interno dell’Eesecutivo. Ma quest’ultima esclude qualsiasi le dimissioni, affermando di aver agito nell’interesse delle istituzioni. Diversi media avanzano l’ipotesi che la volontà di rimanere in carica possa avere anche ragioni finanziarie: se Valérie Dittli si dimettesse volontariamente, perderebbe ogni diritto a una rendita vitalizia, mentre rimanere in carica fino alla fine della legislatura, seguita da una mancata rielezione, potrebbe garantirle tale diritto.

palloncini in volo nel cielo
Gesto simbolico o inquinamento volontario? Il Parlamento neocastellano ha deciso. Keystone / Salvatore Di Nolfi

Il Parlamento del cantone di Neuchâtel ha deciso che i palloncini hanno viaggiato abbastanza. Ha quindi accolto una proposta per vietare il lancio di palloncini e di lanterne cinesi. La maggioranza di sinistra del Gran Consiglio ha ritenuto che tali gesti festivi rientrino principalmente nel “littering” aereo.

Per chi sostiene il divieto, lanciare palloncini equivale a disperdere rifiuti di plastica nell’ambiente, con effetti sulla fauna e sui paesaggi. Le lanterne cinesi aggiungono un rischio di incendio giudicato inutilmente elevato. A loro avviso, vietare queste pratiche non significa la fine dei momenti simbolici, ma invitare a sostituire gesti spettacolari ma inquinanti con alternative più creative: piantare alberi, far volare aquiloni o fare bolle di sapone.

La destra ha inutilmente denunciato una legge giudicata superflua, che prende di mira una pratica marginale e di difficile applicazione, con il rischio di dover “multare un bambino o una bambina”. Il Consiglio di Stato condivideva questa prudenza, preferendo puntare sulla sensibilizzazione piuttosto che sul divieto, poiché il fenomeno è raro ed essenzialmente simbolico.

Le lanterne cinesi o volanti sono già vietate in diversi altri cantoni a causa del rischio d’incendio. Invece, il divieto dei palloncini costituisce una prima in Svizzera. Neuchâtel quindi innova in patria, ma s’inserisce in una tendenza internazionale. I lanci di palloncini sono già vietati o rigorosamente regolamentati a livello locale, da città (Amsterdam, Rotterdam, …) o regioni (Florida, California, una quindicina di dipartimenti francesi, …).

il Sorvegliante dei prezzi Stefan Meierhans
Per il Sorvegliante dei prezzi Stefan Meierhans, Coop e Migros non abusano della loro posizione dominante. Keystone / Christian Beutler

Washington ha trovato una nuova leva nelle sue tensioni commerciali con la Svizzera: la grande distribuzione. In un rapporto ufficiale, l’amministrazione Trump ritiene che il mercato svizzero presenti “ostacoli significativi” per i prodotti stranieri e prende di mira implicitamente Coop e Migros, accusate di favorire i marchi locali e di bloccare l’accesso alle importazioni.

È un ulteriore passo nel braccio di ferro tra Washington e Berna. Dopo discussioni giudicate cordiali tra Guy Parmelin e il rappresentante statunitense per il commercio, la pressione è aumentata, con Donald Trump che ha menzionato possibili aumenti dei dazi doganali. Nel mirino: l’accesso limitato per l’agricoltura statunitense e le normative svizzere, in particolare sul biologico, ritenute troppo severe.

Coop e Migros si dichiarano non colpevoli.I due gruppi parlano di una concorrenza intensa e rivendicano la loro preferenza per i prodotti svizzeri, in linea con le aspettative della clientela. Un “ostacolo”dal punto di vista di Washington, che viene però rivendicato come una scelta di modello economico e politico all’interno del Paese.

Le critiche ai due colossi della distribuzione provengono anche dall’interno. Nel 2023, i margini di Coop e Migros erano stati oggetto di aspre critiche, in particolare nel settore dei prodotti biologici. Il Sorvegliante dei prezzi Stefan Meierhans aveva allora aperto un’indagine. Il risultato è appena stato reso noto: l’inchiesta non ha rivelato abusi, nonostante un mercato molto concentrato e prezzi elevati. Questi si spiegherebbero soprattutto con gli alti costi svizzeri e le aspettative specifiche della clientela. Conclusione: nessuna sanzione, e un dominio duraturo dei due colossi al di fuori del segmento discount.

Il Consiglio nazionale in sessione speciale mercoledì mattina.
Il Consiglio nazionale in sessione speciale mercoledì mattina. Keystone / Alessandro Della Valle

Il Parlamento svizzero prosegue la sua sessione speciale di una settimana. Martedì, il Consiglio nazionale ha rivisto al ribasso diversi punti della riforma del Governo scaturita dall’iniziativa sulle cure infermieristiche, accettata in votazione nel 2021.

Contro il parere del Consiglio federale e della sinistra, la maggioranza di destra ha rifiutato di ridurre la settimana lavorativa massima da 50 a 45 ore e di aumentare la compensazione per il lavoro domenicale e festivo, adducendo come giustificazione principalmente i costi e la carenza di personale, Il Parlamento ha tuttavia concesso alcuni miglioramenti, tra cui una pianificazione degli orari più efficace e il riconoscimento delle pause caffè come tempo di lavoro retribuito. Tuttavia, i sindacati e chi sostiene la riforma mettono in guardia da una spirale di esaurimenti e di pensionamenti anticipati, mentre la Svizzera rischia di trovarsi a corto di decine di migliaia di infermieri e infermiere entro la fine del decennio.

Questo mercoledì, il Parlamento ha affrontato il dossier della digitalizzazione completa dell’assicurazione per l’invalidità (AI) e dell’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (AVS). Le persone assicurate potranno consultare i loro conti online a partire dal2028. Il Consiglio nazionale ha adottato la base legale che permette una digitalizzazione completa dell’AVS, con la possibilità di accedere direttamente ai contributi versati, d’individuare eventuali lacune e di ottenere una stima automatizzata della futura rendita, su una piattaforma gestita dalla Centrale di compensazione.

L’utilizzo del portale rimarrà facoltativo per le persone assicurate, ma il passaggio al digitale sarà obbligatorio per le amministrazioni. Il progetto dovrebbe permettere di accelerare le procedure e di ridurre i costi, con risparmi stimati a 35 milioni di franchi all’anno, principalmente sulle spese amministrative e postali. Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.

Il primo minatore emerge dalla fresa al momento dello sfondamento del primo diaframma
Keystone / Urs Flueeler

Foto del giorno

Una tappa simbolica dei lavori della seconda canna della galleria stradale del San Gottardo è stata raggiunta il 29 aprile 2026: è stato sfondato il primo diaframma a nord del nuovo tunnel. Si tratta di un progresso fondamentale del cantiere in una delle sezioni geologicamente più complesse del tracciato.

Tradotto dal francese con il supporto dell’IA/mrj

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