Oggi in Svizzera
Care lettrici e cari lettori,
da novembre la Svizzera non offre più rifugio a tutte le persone ucraine in fuga. Il Parlamento ha stabilito che, in linea di principio, il ritorno nelle regioni occidentali del Paese è esigibile. Ora la Segreteria di Stato della migrazione presenta un primo bilancio.
Di bilanci si parla anche in altri due contributi della nostra selezione odierna. Un viaggio del ministro della Giustizia Beat Jans in Belgio mostra infatti che la Svizzera ha ancora margini di miglioramento nella lotta al traffico di droga.
E la Banca nazionale svizzera permette da oggi a chiunque lo desideri di “mettere mano” al tasso guida, che costituisce la base per altri tassi d’interesse – fortunatamente solo in una simulazione.
Lo statuto di protezione S era considerato un aiuto poco burocratico per tutte le persone ucraine in fuga dalla guerra. Ma la Svizzera sta ora restringendo i criteri per ottenerlo: chi proviene dall’ovest del Paese difficilmente ottiene ancora l’asilo. Una nuova prassi che suscita attenzione nel confronto europeo.
Da novembre, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) nega lo statuto S alle persone provenienti da sette regioni dell’Ucraina occidentale. Secondo SRF News, la Svizzera è così più severa della maggior parte degli Stati dell’UE, che continuano a garantire protezione a tutte le persone ucraine. Sebbene anche nell’ovest si verifichino attacchi aerei, il Parlamento considera queste zone sicure e il ritorno esigibile.
I timori di un sovraccarico delle strutture d’asilo si sono rivelati infondati: il SEM non ha registrato finora domande d’asilo successive ai provvedimenti di allontanamento. Molte persone interessate proseguono semplicemente verso altri Paesi europei, dove lo statuto è più facile da ottenere. La Svizzera si alleggerisce così soprattutto trasferendo le persone richiedenti protezione negli Stati vicini.
Dalla regione occidentale della Transcarpazia, le richieste si sono dimezzate dopo il cambiamento di prassi. Secondo il SEM, questo calo del 50% rappresenta un successo nella lotta agli abusi, poiché da quell’area provenivano in precedenza numerose richieste con documenti falsificati.
La fine delle vacanze pasquali si trasforma per molte persone in una prova di pazienza. Un massiccio sciopero ha paralizzato oggi gran parte dei voli Lufthansa, con effetti tangibili anche per la Svizzera.
Lo sciopero del personale di cabina Lufthansa ha colpito duramente l’hub di Francoforte. Circa il 75% delle partenze previste è stato cancellato, coinvolgendo solo in questo venerdì circa 72’000 passeggeri e passeggere. Si tratta già del terzo grande sciopero presso la principale compagnia aerea tedesca dall’inizio dell’anno. Il sindacato tedesco del personale di cabina UFO protesta contro la forte intensificazione dei ritmi di lavoro temuta per la prossima estate.
Le conseguenze si sono fatte sentire anche in Svizzera. All’aeroporto di Zurigo sono stati cancellati una dozzina di voli e anche a Basilea e Ginevra diverse tratte sono state soppresse. L’assenza degli aerei Lufthansa nelle destinazioni previste ha innescato un effetto domino, sconvolgendo gli orari in tutta Europa. Ai passeggeri e alle passeggere è stato vivamente consigliato d’informarsi per tempo su riprenotazioni e rimborsi.
La compagnia aerea Swiss, controllata da Lufthansa, ha optato per una soluzione efficace: ha impiegato aeromobili di dimensioni maggiori per trasportare più passeggeri e passeggere possibili verso Francoforte e Monaco nonostante le cancellazioni. Malgrado questo aumento di capacità, la situazione è rimasta precaria: Swiss ha invitato la clientela a mantenere aggiornati i propri dati di contatto per ricevere informazioni tempestive.
Che cosa ha a che fare il porto di Anversa con la sicurezza in Svizzera? Molto più di quanto si pensi. Il ministro della Giustizia elvetico Beat Jans avverte: quando i grandi porti si rafforzano, il traffico di droga si sposta verso scali più piccoli come Basilea.
Il traffico di droga si sposta sempre più verso porti periferici. Per questo anche quelli renani di Basilea sono finiti sotto i riflettori, come ha dimostrato il ritrovamento casuale di 500 chili di cocaina in un carico destinato a uno stabilimento Nespresso nel 2022. Per contrastare il fenomeno, i Cantoni di Basilea Città e Basilea Campagna intendono aderire all’Alleanza europea dei porti. L’obiettivo è introdurre standard uniformi e migliorare lo scambio di dati con attori privati per arginare la “valanga di droga”.
In seguito alla sua visita del porto belga di Anversa, il ministro Beat Jans ha stilato un chiaro bilancio: rispetto al Belgio, la Svizzera ha ancora ritardi da colmare. Mentre a Bruxelles le autorità sono collegate per l’analisi delle minacce, nella Confederazione il “particolarismo cantonale” ostacola spesso l’interconnessione delle banche dati di polizia. Il Paese deve rafforzare con urgenza la propria strategia contro la criminalità organizzata e il riciclaggio di denaro, è stato affermato durante un incontro con il responsabile nazionale belga per la lotta alla droga. La forza finanziaria e la struttura statale frammentata della Svizzera esercitano infatti un’attrattiva sulle organizzazioni mafiose.
La sicurezza è legata anche alla politica europea. Il socialista Jans ha avvertito che l’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni!” dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) potrebbe mettere a rischio l’accesso al sistema d’informazione Schengen. La perdita di questi dati ostacolerebbe in modo significativo le indagini contro le bande di narcotrafficanti. La lotta alla criminalità è quindi strettamente connessa alla via bilaterale.
Per concludere, parliamo di denaro. Oggi la Banca nazionale svizzera (BNS) ha inaugurato a Berna il suo “Moneyverse”, invitando il pubblico a esplorare il mondo della finanza in modo sorprendente.
Nel “Moneyverse” si entra direttamente nei panni della direzione della BNS. Uno speciale simulatore dei tassi permette di regolare autonomamente il tasso guida e di osservarne in tempo reale gli effetti sull’economia. L’esperimento mette in luce il grande dilemma della politica monetaria: prendere decisioni sui tassi che soddisfino tutte e tutti è semplicemente impossibile.
Sebbene il museo punti alla trasparenza, la BNS resta discreta sui costi di questo nuovo spazio. Secondo alcune fonti, la ristrutturazione dello storico Kaiserhaus, anch’esso inaugurato oggi, è costata una cifra nell’ordine di alcune centinaia di milioni di franchi. Il presidente della BNS Martin Schlegel non ha fornito cifre precise, anche per motivi di sicurezza, dato che l’edificio confina direttamente con le aree altamente sorvegliate della banca.
L’esperienza va oltre la teoria: da gigantesche monete in pietra alle calze di nylon usate come mezzo di scambio, la storia del denaro diventa concreta. A conclusione del percorso, un bar propone bevande come la “Cashless Colada”. L’ingresso al “Moneyverse”, sviluppato in stretta collaborazione con il Museo storico di Berna, è gratuito.
Foto del giorno
La Piazza federale di Berna è stata rivestita, dopo la ristrutturazione del 2004, con circa 3’600 lastre della roccia gneiss di Vals. L’intenso utilizzo mette a dura prova la pietra, che dovrà essere sostituita nei prossimi anni. Attualmente si stanno rinnovando le fughe.
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