Oggi in Svizzera
Care lettrici e cari lettori,
dopo l’incendio causato da una persona affetta da disturbi psichici che si è data fuoco su un autobus, provocando sei morti, AutoPostale SA vuole offrire una formazione supplementare al proprio personale di guida.
Nel nostro bollettino leggeremo inoltre di un attacco presso l’aeroporto di Dubai che ha costretto un aereo decollato da Zurigo a fare dietrofront. I passeggeri e le passeggere, dopo 10 ore di volo, si sono trovati al punto di partenza. E che cosa c’è dietro all’insulto volgare rivolto alla consigliera federale Karin Keller-Sutter da parte di un chatbot?
Cordiali saluti da Berna,
L’incendio causato da un uomo con problemi psichici, che si è dato fuoco su un bus di Autopostale a Kerzers, ha scioccato la Svizzera la scorsa settimana. Dietro la tragedia, che ha provocato la morte di sei persone, si cela un problema sistemico, secondo i media: le cliniche psichiatriche dimetterebbero i e le pazienti con sempre più anticipo.
Un articolo della Neue Zürcher Zeitung spiega che le persone affette da malattie psichiche vengono spesso dimesse dopo soli 32 giorni. Una degenza media più breve è il risultato di una volontà politica che aveva l’intenzione di favorire l’integrazione ma, secondo un esperto intervistato dalla NZZ, sono emersi anche dei rischi. Poiché mancano strutture ambulatoriali, molte persone finiscono in dormitori di emergenza o in strada.
AutoPostale intende reagire alle preoccupazioni del personale dopo il drammatico incendio, organizzando corsi di formazione supplementari pratici, ha spiegato il CEO Stefan Regli in un’intervista al SonntagsBlick. Le autiste e gli autisti dovranno allenarsi alla de-escalation e alle procedure in caso di incendio. L’obiettivo è che il personale torni a sentirsi sicuro nonostante l’aumento della violenza nella vita quotidiana.
Nell’intervista, Regli ha dato anche consigli pratici alle passeggere e ai passeggeri. In caso di emergenza, se occorre rompere un vetro, bisogna colpire sul bordo e non al centro: lì la tensione è maggiore e il vetro si frantuma subito. Inoltre, su ogni porta degli autopostali è presente una leva di emergenza rossa che permette di aprire la porta.
Quasi dieci ore di volo da Zurigo, solo per tornare esattamente al punto di partenza: un attacco con droni a un deposito di carburante presso l’aeroporto di Dubai ha reso necessario questo scomodo ritorno per viaggiatrici e viaggiatori svizzeri. L’episodio mostra quanto siano vulnerabili gli snodi globali nel contesto dell’attuale conflitto in Medio Oriente.
Il volo EK86 di Emirates decollato da Zurigo ha dovuto invertire rotta dopo quattro ore di viaggio. Secondo il Tages-Anzeiger, era partito alle 22:27 da Zurigo e si trovava già sopra Medina, in Arabia Saudita, quando l’aeroporto di Dubai è stato chiuso a causa di un attacco con droni. Dopo nove ore e mezza, le passeggere e i passeggeri sono tornati al punto di partenza.
Dubai è uno degli snodi aeroportuali più importanti al mondo. Le compagnie aeree locali basano gran parte del loro modello di business sui passeggeri in transito che pianificano i loro viaggi a lungo raggio con uno scalo a Dubai.
Il fatto che questo nodo centrale sia stato attaccato segna una nuova fase di escalation nella guerra con l’Iran, con sempre più attacchi contro infrastrutture civili. Nel fine settimana la compagnia Swiss ha sospeso tutti i voli per Dubai fino alla fine di marzo.
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha inoltre informato lunedì, in una conferenza stampa, sulla situazione in Medio Oriente e sulle condizioni delle cittadine e dei cittadini svizzeri presenti nella regione. L’Ambasciata elvetica a Teheran è temporaneamente chiusa da una settimana, l’ambasciatore Olivier Bangerter e il suo team sono rientrati in Svizzera. Attualmente circa 1’000 svizzere e svizzeri si troverebbero ancora negli Stati del Golfo e si sarebbero annunciati al DFAE, ha dichiarato Monika Schmutz Kirgöz, responsabile della Divisione Medio Oriente del DFAE. Negli ultimi giorni, tuttavia, le richieste alla Helpline DFAE sarebbero “notevolmente diminuite”.
La scorsa estate, l’Ospedale universitario del canton Vaud (CHUV), a Losanna, ha creato un centro di segnalazione per casi di mobbing. Attualmente è sommerso da notifiche su comportamenti problematici.
Mobbing, molestie sessuali e altre condotte inadeguate: 143 segnalazioni sono giunte in appena sette mesi al nuovo servizio “cellule safe” dell’Ospedale universitario di Losanna, riferisce la RTS.
“È motivo di preoccupazione e richiede vigilanza”, afferma la direttrice generale del CHUV, Claire Charmet. Nell’ospedale lavorano circa 12’000 persone, tra cui 2’000 mediche e medici.
Le segnalazioni hanno già portato a circa 300 colloqui con persone direttamente coinvolte o testimoni. Venti casi sono stati trasmessi al servizio del personale dell’ospedale universitario; quattro ammonimenti e quattro richiami sono stati pronunciati. In due casi si è giunti a una disdetta del contratto, una delle quali è stata impugnata in tribunale.
L’intelligenza artificiale come strumento d’insulto: con il chatbot Grok di Elon Musk un utente ha rivolto pesanti ingiurie alla consigliera federale Karin Keller-Sutter. L’episodio ha avviato a Berna un dibattito sui limiti giuridici e sulla comunicazione della Confederazione sulla piattaforma X.
Su richiesta di un utente, Grok ha insultato la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter in modo sessista e volgare, riporta l’Aargauer Zeitung. A differenza dei concorrenti, l’IA di Musk rinuncia volontariamente a filtri contro le diffamazioni ed è commercializzata dallo stesso multimiliardario come “veritiera”.
Il Dipartimento federale delle finanze sta ora valutando una denuncia penale per ingiuria. Ma la situazione giuridica, come accade spesso per eventi verificatisi online, è complessa. A dover rispondere è l’utente che ha scritto il prompt, l’azienda di Elon Musk “xAI” come sviluppatrice, oppure lo stesso Musk come responsabile della piattaforma?
Nonostante questa vicenda, la Cancelleria federale ribadisce che X rimane “il principale canale social media per la comunicazione governativa internazionale“. Attualmente, però, solo due membri del Governo utilizzano ancora attivamente i loro profili: il ministro degli affari esteri Ignazio Cassis e il presidente della Confederazione Guy Parmelin. Critiche e critici definiscono invece la piattaforma una “fogna” e chiedono il ritiro delle autorità.
Foto del giorno
Nel cosiddetto “Funkensonntag” ad Appenzello (cantone di Appenzello Interno) ogni anno, la terza domenica prima di Pasqua, vengono accesi grandi falò per scacciare l’inverno.
Tradotto con il supporto dell’IA/Zz
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