La televisione svizzera per l’Italia
Operai

Oggi in Svizzera, speciale votazioni

Care lettrici e cari lettori,

Dopo un'intensa campagna su un tema che ha suscitato un raro interesse anche a livello internazionale, il popolo elvetico ha bocciato l'iniziativa dell'UDC che chiedeva di limitare la popolazione della Svizzera a 10 milioni di abitanti.

L'altro tema sottoposto al giudizio delle urne, l'inasprimento delle condizioni d'accesso al servizio civile, invece, è stato approvato.

Buona lettura!

Signora seduta sotto albero
La campagna in vista dello scrutinio è stata caratterizzata da un equilibrio tra chi si opponeva e chi sosteneva il limite alla popolazione svizzera. Keystone / Andreas Becker

L’iniziativa dell’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) “No a una Svizzera da 10 milioni!” è stata bocciata domenica in votazione dal 54,8% del popolo elvetico.

Il testo avrebbe obbligato le autorità a prendere misure affinché la popolazione residente permanente non superasse i 10 milioni di abitanti entro il 2050. Già al raggiungimento dei 9,5 milioni prima di questa data, Governo e Parlamento avrebbero dovuto intervenire. In ultima ratio, anche denunciando l’Accordo sulla libera circolazione delle persone con l’Unione Europea.

Si trattava di una proposta inedita, poiché nessun altro Paese ha fissato a livello costituzionale un limite alla popolazione, collegandolo direttamente a politiche migratorie più restrittive.

Secondo il campo che si è battuto per il “sì”, l’iniziativa avrebbe contribuito a risolvere una lunga lista di problemi, dalla penuria di alloggi all’aumento degli affitti, passando dagli ingorghi stradali, dai treni sovraffollati e dalla crescita della criminalità.

Coloro che si sono battuti contro, nel corso della campagna hanno sottolineato che limitare in modo significativo l’immigrazione rischiava di aggravare la carenza di manodopera qualificata in numerosi settori dell’economia svizzera. Temevano inoltre conseguenze anche sul sistema delle assicurazioni sociali, sostenuto anche dai contributi della popolazione straniera attiva professionalmente in Svizzera.  

due giovani annaffiano un orto
Nel 2025, 7’211 persone sono state ammesse al servizio civile, un record. Keystone / Christian Beutler

L’elettorato svizzero ha approvato il giro di vite sull’accesso al servizio civile. Una modifica legislativa che punta a mantenere il carattere di eccezionalità dell’alternativa al servizio militare, scelta ogni anno da migliaia di giovani, è stata approvata con il 52,5% dei voti.

Il progetto legislativo elaborato dal Parlamento ha l’obiettivo di ridurre del 40% il numero di persone che scelgono il servizio civile (dalle circa 7’200 all’anno attuali a 4’000).

Tra le misure previste dalla nuova legge spicca l’introduzione di una sorta di “corso di ripetizione” per i civilisti da svolgere ogni anno a partire dall’anno successivo all’ammissione. Dai 150 giorni di servizio, inoltre, non potranno più essere dedotti quelli già eventualmente svolti nell’esercito.

Sarà inoltre limitato il margine di manovra nella pianificazione delle mansioni e saranno eliminati dai possibili impieghi per i civilisti i lavori in settori che richiedono una formazione in medicina umana, odontoiatria o veterinaria.

Piccioni
Oggi anche i piccioni erano tra i protagonisti della democrazia diretta elvetica. Keystone / Claudio Thoma

Oggi erano in programma anche votazioni di livello cantonale. Riportiamo qui le decisioni più rilevanti prese in Svizzera.

Il popolo del canton Vaud ha deciso di ancorare il principio di un salario minimo cantonale nella Costituzione con il 49% di “sì”, il 46% di “no” e il 5% di schede vuote. Respinta invece l’iniziativa legislativa che prevedeva, tra le altre cose, l’introduzione di un salario minimo di 23 franchi all’ora e il controprogetto del Governo, che contemplava lo stesso livello di remunerazione, ma dava la precedenza ai contratti collettivi di lavoro. Resta ora il dubbio su come l’iniziativa sarà implementata.

In Ticino, l’elettorato ha nettamente respinto un’iniziativa che chiedeva che le cure dentarie dovessero essere rimborsate tramite un’assicurazione cantonale obbligatoria. Approvato invece il testo che chiede di ancorare nella Costituzione il principio per cui la revisione generale dei valori di stima immobiliare non può comportare automaticamente aumenti fiscali, né tagli alle prestazioni sociali.

Basilea Città le imposte saranno prelevate direttamente dal salario. Il 53,4% delle persone votanti ha infatti detto “sì” alla relativa modifica della legge. Si tratta così del primo Cantone in Svizzera che introduce tale modello.

Sempre a Basilea Città si votava per la limitazione di un’altra popolazione, non quella umana, ma quella dei piccioni. È stato approvato il controprogetto delle autorità che prevede un progetto pilota di gestione della specie simile a quello già introdotto a Berna. A differenza dell’iniziativa a cui si opponeva, non prevede il divieto di uccisione dei volatili.

A Zurigo, si votava sull’annoso problema della carenza di alloggi. Tutte e tre le iniziative volte a migliorare la situazione sono state bocciate. Il popolo ha tuttavia detto sì a due controprogetti elaborati dalle autorità.   Verrà quindi inserito nella Costituzione l’obiettivo di un’offerta abitativa sufficiente, ma lo Stato sarà obbligato a svolgere il ruolo di committente.

L’altro controprogetto prevede obblighi più severi per i locatori, ad esempio verificando che i lavori di risanamento sono possibili senza sgomberare gli inquilini. Questi ultimi dovranno essere inoltre informati con un anno di anticipo in caso di eventuale disdetta di un contratto e ricevere assistenza nella ricerca di un nuovo alloggio.

Articoli più popolari

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR