Nuove sanzioni svizzere contro Mosca
Le ultime sanzioni adottate dalla Svizzera contro la Russia comprendono estesi divieti, dall'energia ai cripto-asset, e per la prima volta misure mirate a bloccare l'esportazione di beni sensibili verso paesi terzi per impedirne l'elusione.
Mercoledì il Consiglio federale ha adottato un 20esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, in seguito all’aggressione di quest’ultima nei confronti dell’Ucraina. Come per i precedenti, Berna si allinea così alle sanzioni adottate dall’Unione Europea lo scorso aprile.
Nel settore energetico, il Consiglio federale ha emanato nuovi divieti di fornitura di servizi in relazione a metaniere, rompighiaccio e terminali di gas naturale liquefatto situati in Russia. La vendita di navi cisterna a destinazione della Russia è d’ora in poi vietata e quella a Stati terzi deve menzionare il divieto di un successivo trasferimento a Mosca.
Al pari dell’UE, anche la Svizzera attiva per la prima volta il cosiddetto strumento anti-elusione, che mira a impedire efficacemente l’aggiramento delle sanzioni tramite Stati terzi. In concreto, in virtù di questo strumento, viene vietata l’esportazione di determinati beni sensibili verso il Kirghizistan.
Il Consiglio federale ha inoltre deciso di ampliare il divieto di esportazione in vigore relativo ai beni destinati al potenziamento militare e tecnologico della Russia, come pure i beni destinati al rafforzamento dell’industria russa. Ha parimenti emanato ulteriori restrizioni relative all’importazione di beni di rilievo economico, che generano entrate considerevoli per la Russia.
Modalità di pagamento alternative
Nel settore finanziario, il Consiglio federale vieta d’ora in poi l’utilizzo di piattaforme russe per lo scambio o il trasferimento di cripto-asset. Questa misura mira a impedire che la Russia utilizzi modalità di pagamento alternative per aggirare le sanzioni. Nella stessa ottica, è parimenti vietato il sostegno allo sviluppo di determinati cripto-asset russi, come il rublo digitale.
Anche per quanto riguarda le persone e le entità, il Consiglio federale si è allineato all’UE. La decisione relativa a 115 ulteriori persone ed entità era già stata presa in maggio. La lista svizzera delle sanzioni in relazione alla guerra condotta dalla Russia contro l’Ucraina conta attualmente circa 2’790 persone fisiche, aziende ed entità.
Il Consiglio federale ha inoltre adottato misure supplementari per proteggere le aziende svizzere, in particolare contro le violazioni dei loro diritti di proprietà intellettuale e contro decisioni abusive da parte dei tribunali russi. Il divieto di accettare donazioni dal governo russo è stato esteso alle aziende attive nella ricerca e nell’innovazione, nonché agli istituti di ricerca e formazione.
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