Novartis: “L’Europa resta indietro, priorità agli investimenti negli USA”
Gli investimenti futuri di Novartis si concentreranno principalmente negli Stati Uniti, poiché il CEO del gruppo farmaceutico ritiene l'Europa troppo legata a vecchie industrie e sussidi anziché orientata all'innovazione.
Da Davos il CEO di Novartis Vasant Narasimhan traccia una netta linea di demarcazione tra Europa e Stati Uniti nella strategia d’investimento del colosso farmaceutico. L’ambiente per gli investimenti fuori dall’Europa è attualmente “decisamente più favorevole”, ha affermato il 49enne in un’intervista a Bloomberg.
La dichiarazione arriva in un contesto di nuove incertezze geopolitiche e tensioni doganali, sfide particolarmente rilevanti per un settore con cicli di innovazione superiori ai dieci anni. Sebbene queste “instabilità” non vadano sottovalutate, secondo Narasimhan non minano comunque il modello di affari di Novartis.
È controproducente adottare ora un comportamento di reazione agli eventi, ha sostenuto il dirigente. La strategia di Novartis rimane quella di perseguire l’innovazione e di cercare acquisizioni per rafforzare il proprio portafoglio, mantenendo un profilo “molto attivo nel mercato delle transazioni”, come già avvenuto lo scorso anno.
La critica più diretta è però riservata al vecchio continente. “Sembra che l’Europa preferisca aggrapparsi alle vecchie industrie e ai sussidi, ad esempio in agricoltura, piuttosto che puntare sulle tecnologie innovative”, ha osservato il manager americano con origini indiane. Per questo motivo, la dirigenza di Novartis pianifica di espandere gli investimenti principalmente negli Stati Uniti, ritenendo l’approccio americano più orientato al futuro.
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