Nestlé respinge accuse Usa su metalli pesanti in alimenti neonati
Nestlé respinge con fermezza le accuse giudiziarie formulate in Texas, secondo cui gli alimenti per neonati commercializzati negli Stati Uniti dalla controllata Gerber conterrebbero livelli eccessivi di metalli pesanti.
“Riteniamo che siano infondate”, ha indicato oggi una portavoce del gruppo alimentare all’agenzia Awp. L’addetta stampa ha ricordato che un tribunale federale americano aveva già respinto in precedenza rilievi analoghi nei confronti di Gerber, archiviando la relativa causa. Nestlé intende inoltre rassicurare i genitori sulla sicurezza e sul valore nutrizionale dei prodotti del marchio.
Secondo l’azienda, tutti gli articoli Gerber rispettano le normative statunitensi vigenti e sono sottoposti a controlli per oltre 500 sostanze tossiche e contaminanti. In alcuni casi le verifiche di qualità superano persino i requisiti previsti di legge, sottolinea l’impresa. Nestlé ricorda inoltre che i metalli pesanti sono naturalmente presenti nell’ambiente e possono essere assorbiti dalle piante. “Non è possibile eliminarli completamente dalla filiera alimentare”, spiega il gruppo, assicurando tuttavia che Gerber si impegna a ridurne la presenza al minimo possibile.
La settimana scorsa il procuratore generale del Texas Ken Paxton ha intentato una causa contro Gerber e Nestlé Usa, accusando le due società di aver ingannato i genitori riguardo alla presenza di metalli pesanti pericolosi negli alimenti per l’infanzia. Le contestazioni riguardano in particolare le analisi degli ingredienti effettuate tra il 2017 e il 2019. L’atto giudiziario fa inoltre riferimento a livelli di arsenico ritenuti eccessivi in due campioni di crema di riso risalenti al 2021.
La vicenda si inserisce anche nel contesto della campagna elettorale di Paxton, candidato repubblicano al Senato degli Stati Uniti nelle elezioni del 3 novembre. Sul proprio sito elettorale il magistrato ha annunciato esplicitamente l’intenzione di contrastare le pratiche delle grandi aziende, con particolare attenzione ai settori alimentare e farmaceutico.
La causa arriva in una fase delicata per Gerber: in febbraio il CEO di Nestlé Philipp Navratil aveva infatti espresso insoddisfazione per l’andamento del marchio negli Stati Uniti, evidenziando la perdita di quote di mercato. Il gruppo punta a rilanciare Gerber attraverso nuovi prodotti e innovazioni, ma il manager aveva avvertito che la strategia non potrà essere portata avanti senza limiti di tempo. Le contestazioni giudiziarie aggiungono ora un ulteriore elemento di pressione su un marchio di primo piano nel americano degli alimenti per neonati.
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