Nessun prezzo fisso era stato concordato per gli F-35A
Un rapporto della Commissione della gestione svela che, contrariamente a quanto affermato dal Dipartimento della difesa, non è mai stato pattuito un prezzo fisso con gli USA per i caccia F-35A.
Nessun prezzo fisso è mai stato concordato con gli Stati Uniti per gli F-35A, rivela un rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale. Quest’ultima si mostra molto critica sulle negoziazioni tra Berna e Washington per l’acquisto di questi aerei da combattimento diventati troppo costosi.
La commissione “conclude che il Dipartimento federale della difesa e il Consiglio federale non avrebbero dovuto partire dal principio che un prezzo fisso forfettario fosse stato concordato”, si legge martedì in un comunicatoCollegamento esterno.
Non solo questo prezzo non è “applicabile”, ma non è nemmeno stato oggetto di un accordo contrattuale, malgrado una nota che lasciava intendere si trattasse di un prezzo fisso forfettario, prosegue la nota. A tutt’oggi, la commissione “non riesce a capire per quale motivo il dipartimento della difesa abbia difeso questo prezzo con tale fermezza davanti al Parlamento”.
La commissione presenta i risultati della sua indagine condotta sul prezzo fisso degli F-35A, all’epoca difeso dall’ex ministra della difesa Viola Amherd. La popolazione aveva approvato nel 2020 uno stanziamento di 6 miliardi di franchi per acquistare 36 jet statunitensi.
Ma l’anno scorso Washington ha aumentato i prezzi, adducendo un malinteso. Il Consiglio federale ha quindi deciso di acquistare solo 30 aerei da combattimento. Uno stanziamento supplementare di 394 milioni è tuttavia necessario per coprire i costi aggiuntivi.
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