Nepal, tratti in salvo due svizzeri, dispersa una coppia ticinese
Due cittadini svizzeri coinvolti nell'alluvione in Nepal sono stati trovati in buone condizioni, mentre tra le oltre 2'000 persone ricercate dalle autorità locali risultano ancora dispersi una ticinese e il suo compagno italiano.
Sono stati ritrovati in vita un cittadino e una cittadina svizzeri coinvolti nella devastante alluvione che ha colpito il Nepal, ha scritto giovedì sera il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Una terza cittadina elvetica e il suo compagno italiano, entrambi residenti in canton Ticino, risultano ancora dispersi.
Il DFAE aggiunge che le due persone tratte in salvo, “tenendo conto delle circostanze stanno bene” e stanno comunicando con l’ambasciata elvetica a Katmandu. Le rappresentanze svizzere nella capitale nepalese e a Pechino, dato che il disastro riguarda anche il Tibet, sono costantemente in contatto con le autorità locali.
Nel frattempo continuano le ricerche dei dispersi. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla polizia nepalese e riportati da Nepal News, sono ancora 2’381 le persone di cui non si hanno notizie dopo l’alluvione che ha colpito il distretto di Rasuwa. Proseguono anche le operazioni di soccorso: finora sono state tratte in salvo 1’545 persone, di cui 644 a Rasuwa, 898 a Nuwakot e tre a Dhading.
Il servizio del TG 12.30 della RSI del 28 agosto 2026:
Tra i dispersi figurano 644 cittadini stranieri. Il gruppo più numeroso è quello degli indiani, con 178 persone non ancora rintracciate, seguito da 65 cittadini statunitensi, 53 ucraini, 51 malesi, 35 australiani, 33 britannici e 25 canadesi.
Attualmente, sono circa 20 i viaggiatori svizzeri in Nepal registrati sull’app Travel Admin, l’applicazione del DFAE pensata per aiutare a spostarsi in modo più sicuro e organizzato all’estero. Nel Registro degli svizzeri all’estero sono inoltre iscritte circa 120 persone. Il DFAE non ha potuto fornire indicazioni sul numero di persone presenti nella regione colpita. I cittadini elvetici sul posto sono tenuti a seguire le istruzioni delle autorità locali, sottolinea il DFAE.
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