Nel 2025 il PIL svizzero è aumentato dell’1,6%, in linea con il 2024
Sostenuto dalla domanda interna e dagli investimenti, il Prodotto interno lordo svizzero ha registrato una crescita dell'1,6% nel 2025, raggiungendo gli 881,6 miliardi di franchi.
Nel 2025 il prodotto interno lordo (PIL) della Svizzera è aumentato dell’1,6% rispetto all’anno precedente, al netto dell’impatto dei prezzi, un dato che ricalca sostanzialmente quello del 2024, pari all’1,5%.
Il PIL ha così raggiunto 881,6 miliardi di franchi, ha indicato martedì l’Ufficio federale di statistica (UST). A stimolare l’espansione sono stati in particolare la domanda interna (+2,5%) e gli investimenti (+3,5%).
La spesa per i consumi finali delle economie domestiche ha mantenuto il proprio ruolo di sostegno: dopo un aumento del 2,1% nel 2024, l’anno scorso è stato osservato un incremento dell’1,7%. A lievitare sono state in particolare le uscite per la sanità, i trasporti e la ristorazione.
Le attività manifatturiere e la produzione di beni hanno registrato nel complesso un andamento positivo, con un tasso di crescita del 2,4%, spinto fra l’altro dai prodotti chimici e farmaceutici. Indicazioni positive arrivano anche dal commercio al dettaglio, con un aumento sia a prezzi correnti (+1,6%) che a quelli dell’anno precedente (+3,0%).
Molto buona è stata l’evoluzione dei servizi finanziari (+6,6%), con con un’espansione sostenuta (+8,1%) nel settore bancario, in calo l’anno precedente, e un forte aumento (+7,6%) del valore aggiunto delle assicurazioni. Più in generale, sebbene il bilancio totale del settore dei servizi sia positivo, alcuni rami hanno registrato risultati negativi: il calo più marcato è stato notato nel segmento arte, spettacolo e tempo libero (-29,3%), una flessione dovuta al fatto che nel 2025 non è stato organizzato alcun grande evento sportivo internazionale, a differenza del 2024. Al contrario il comparto sanitario e dell’assistenza sociale ha segnato +5,2%.
Il reddito nazionale lordo (RNL), che misura la somma dei redditi netti percepiti dalle imprese e dalle economie domestiche, è da parte sua salito del 2,5%. Il risultato è in linea con la crescita del PIL a prezzi correnti (+2,4%). Per finire, l’eccedenza della bilancia commerciale è diminuita: le importazioni sono infatti aumentate in modo più netto (+11,7%) rispetto alle esportazioni (+5,9%).
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