Negoziati Berna-Bruxelles, gli Stati membri dell’UE si oppongono alle eccezioni per la Svizzera
Niente "UE à la carte" per la Svizzera.
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Diversi membri dell'UE si oppongono alle eccezioni chieste dalla Svizzera nel corso dei negoziati con Bruxelles.
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Non ci sarà “un’Europa à la carte” per la Svizzera, ha dichiarato il vice primo ministro lussemburghese Xavier Bettel martedì a margine dell’incontro nel Granducato durante il quale la Commissione europea informa gli Stati membri sullo stato dei negoziati con Berna.
“Abbiamo regole comunitarie che si applicano anche alla Svizzera”, ha aggiunto, precisando che le difficoltà nei negoziati tra Berna e Bruxelles risiedono nei dettagli.
Anche la ministra svedese per gli affari europei Jessica Rosencrantz – facendo riferimento alla questione della libera circolazione delle persone – ha affermato che, per il suo Paese, l’integrità del mercato interno deve essere preservata “senza eccezioni”.
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Dal canto suo il ministro francese Benjamin Haddad (affari europei) ha insistito sul rispetto delle libertà del mercato interno, mentre il segretario di Stato tedesco per gli affari economici e la protezione del clima, Sven Giegold, ha sottolineato “l’importanza di rinnovare tutti gli accordi, perché la cooperazione non può funzionare con trattati vecchi di decenni”.
Libera circolazione e contributo di coesione punti dolenti
La libera circolazione delle persone e il contributo di coesione all’UE sono i punti dolenti dei negoziati tra Bruxelles e Berna. Lo ha dichiarato il commissario europeo Maros Sefcovic a margine della riunione nel Lussemburgo. Secondo Sefcovic, che si è espresso davanti ai media svizzeri, nel complesso, tuttavia, i progressi sono stati notevoli.
Il commissario, nonché vicepresidente della Commissione europea, ha sottolineato che l’UE non appoggia l’ipotesi di una clausola di salvaguardia unilaterale sulla libera circolazione delle persone. Questo messaggio è già stato comunicato ai “partner elvetici” in diverse occasioni, anche a livello politico, ha aggiunto il responsabile dei negoziati con la Confederazione a nome dell’Esecutivo comunitario.
I due team negoziali – quello svizzero e quello europeo – stanno lavorando sodo per trovare soluzioni. L’obiettivo resta quello di raggiungere entro la fine dell’anno un accordo che tenga anche conto degli interessi dell’UE, ha detto il commissario.
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