Nazionalità svizzera ritirata a un terrorista
La revoca della cittadinanza a un uomo condannato per terrorismo è stata convalidata dal Tribunale amministrativo federale, il quale ha respinto l'argomento dell'apolidia dato che l'interessato vi ha rinunciato volontariamente.
Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha confermato il ritiro della nazionalità svizzera a un 36enne originario della Bosnia-Erzegovina, condannato in Francia a 15 anni di carcere per aver pianificato attentati terroristici in nome del sedicente Stato islamico (IS).
Naturalizzato svizzero nel 2000 e residente a lungo a Yverdon-les-Bains, nel canton Vaud, l’uomo era considerato uno dei membri più influenti di un gruppo jihadista attivo tra la Confederazione e la Francia. Arrestato nel 2017, è stato condannato nel 2021 dalla Corte d’assise di Parigi.
La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) gli aveva ritirato la nazionalità nel 2021, ritenendo che le sue attività terroristiche avessero gravemente leso gli interessi e la reputazione della Svizzera. Il TAF ha ora confermato la decisione, respingendo anche l’argomento secondo cui il provvedimento lo renderebbe apolide.
L’uomo aveva infatti rinunciato alla nazionalità bosniaca nel 2022, dopo la condanna. Secondo il TAF, è stato quindi lui stesso a creare la situazione che lo rende privo di una cittadinanza. La sentenza non è ancora definitiva e può ancora essere impugnata davanti al Tribunale federale (TF).
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