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Alla scoperta di Alberto Giacometti grafico

La produzione grafica di Alberto Giacometti è espressione di una profonda ricerca, rimasta meno visibile fino a oggi. tvsvizzera

L’intensa espressione grafica di uno degli artisti più importanti del XX secolo. La si può vedere al m.a.x. museo di Chiasso che rende omaggio ad Alberto Giacometti e alle sue opere grafiche.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 giugno 2020 - 08:00
Riccardo Franciolli

Alberto Giacometti è mondialmente conosciuto per le sue sculture filiformi. Altri conoscono i suoi dipinti. Meno la sua produzione grafica e i suoi disegni. Eppure, lo stesso artista bregagliotto amava dire che “di qualsiasi cosa si tratti, di scultura o di pitture, è solo il disegno che conta”. E la produzione grafica è stata notevole, per quantità e qualità. "Bregagliotto" perché nonostante il successo mondiale, Giacometti ha sempre fatto ritorno nella sua amata valle, da sua madre e nel suo atelier.

Considerata l'emergenza sanitaria, gli organizzatori hanno rinunciato a un evento di inaugurazione così come viene tradizionalmente proposto all'apertura di ogni mostra. Una presentazione della mostra "Alberto Giacometti, grafica al confine tra arte e pensiero", con un evento aperta al pubblico, è comunque prevista per domenica 13 settembre alle ore 17.30.

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Fino al 10 gennaio 2021 sono esposti al m.a.x. museoLink esterno di Chiasso oltre 400 fogli di grafica, disegni e numerosi libri d’artista. Già perché gli editori amavano inserire le opere grafiche di Giacometti nei libri di poeti e romanzieri di quel tempo.

Alberto Giacometti tramite le diverse tecniche grafiche, dalla xilografia (soprattutto nelle opere giovanili) all’incisione a bulino, dall’acquaforte alla litografia, mostra la sua grande e profonda ricerca creativa.

Come si può leggere nella presentazione della mostra, “l’artista svizzero considerava il disegno e la sua trasposizione sulla matrice il fondamento estetico e concettuale su cui costruire una riflessione artistica tout court”.

Dalle prime prove giovanili, dove la mano del padre Giovanni è ben presente, a quelle surrealiste ispirate dal suo trasferimento a Parigi e alle sue nuove amicizie, la mostra passa in rassegna cronologicamente l’ampia produzione grafica giacomettiana. Fino ai suoi ritratti, busti e figure intere, dove il tratto dell’artista si fa quasi ossessivo alla ricerca di una verità che non si vuole dare.

Nelle quattro sezioni della mostra, in ogni sala, accanto all’opera grafica, i visitatori possono ammirare un disegno, una scultura o un dipinto dell'artista svizzero, così da permettere la comprensione del rapporto fra i suoi diversi mezzi di espressione. Ecco un breve servizio sulla mostra:

Una mostra curata da Jean Soldini e dalla stessa Nicoletta Ossanna Cavadini che si avvale di prestiti di importanti istituzioni e che è stata resa possibile soprattutto dalla disponibilità di alcune prestigiose collezioni private, non da ultimo quella di Eberhard W. Kornfeld Link esternodi Berna, amico personale dell’artista e tra i massimi collezionisti di opere grafiche di Alberto Giacometti.

Per chi avesse un po’ più di tempo (adesso) e per chi invece di tempo non ne ha (dopo) per recarsi a Chiasso, vi proponiamo una visita guidata alla mostra con la direttrice del m.a.x. museo Nicoletta Ossanna Cavadini:



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