Morto il vicecancelliere André Simonazzi
In seguito a un malore durante un'escursione in montagna, è morto il portavoce del Consiglio federale e vicecancelliere André Simonazzi. Aveva 56 anni. Lo ha comunicato la Cancelleria Federale.
“La notizia della sua scomparsa ha profondamente addolorato i membri del Consiglio federale e il cancelliere della Confederazione che porgono le loro più sentite condoglianze alla sua famiglia e ai sui cari”, si legge nel comunicato.
Nato nel 1968 a Monthey (Canton Vallese), Simonazzi si è laureato in relazioni internazionali all’Università di Ginevra e ha seguito una formazione giornalistica presso il quotidiano vallesano “Nouvelliste”. Dal 1995 al 1998 ha lavorato per Caritas Svizzera come portavoce per la Svizzera romanda. Nel 1998 ha assunto la direzione generale dell’informazione dell’ente caritatevole.
Nel 2004 è entrato a far parte del servizio informazioni del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), inizialmente come vice-capo dell’informazione e portavoce per la Svizzera romanda, poi, nel 2005, è stato nominato responsabile dell’informazione nel dipartimento dell’allora consigliere federale Moritz Leuenberger.
La nomina a cancelliere e portavoce del Consiglio federale è giunta nel novembre 2008. Dal primo gennaio 2009 ha preso parte alle sedute del Governo, ne ha redatto i verbali e curato la comunicazione. In Cancelleria federale ha diretto varie sezioni e il servizio presidenziale.
“André Simonazzi è stato un servitore della Stato nel vero senso della parola. Il mandato di informazione sancito dalla legge era lo standard che applicava al suo lavoro e che si aspettava dai suoi colleghi. Considerava la comunicazione governativa come un servizio al pubblico e al Governo e con essa voleva creare le migliori condizioni possibili per il Consiglio federale e per l’attività di quest’ultimo”, prosegue la Cancelleria.
“È merito di André Simonazzi se l’informazione del Consiglio federale è al passo con i tempi. Sotto la sua direzione, la comunicazione è stata professionalizzata e digitalizzata. In maniera costante ne ha rafforzato il coordinamento e l’ha resa parte integrante dell’attività governativa”.
Nella nota si ricordano le “argomentazioni, l’umorismo e lo charme” a cui faceva ricorso per risolvere momenti difficili. Le crisi degli ultimi anni hanno rappresentato “una sfida importante anche in termini di comunicazione”. Con lui – conclude la Cancelleria – “l’intera Amministrazione federale perde una persona meravigliosa e un formidabile collega”.
Simonazzi lascia una moglie e tre figli adulti.
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