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I ticinesi votano per la sovranità alimentare

Si chiede la fiducia dei cittadini a favore di un sistema agricolo virtuoso, legato al territorio, con filiere corte e rispettoso dell’ambiente. © Keystone / Gaetan Bally

Riequilibrare i rapporti di forza tra piccoli produttori da una parte e grandi aziende agricole, grossi distributori e industrie della trasformazione dall'altra. Il prossimo 13 giugno in Ticino si vota sulla sovranità alimentare.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 maggio 2021 - 20:39

Si tratta di una modifica costituzionale che punta a riequilibrare i rapporti di forza, come detto, ma anche promuovere le filiere locali, ad accrescere il grado di auto-approvvigionamento e a migliorare le condizioni di lavoro e il reddito dei contadini.

Lunedì ha preso la parola il comitato che sostiene questa modifica della Costituzione ticinese, che prevede appunto di inserire tra gli obiettivi sociali anche la sovranità alimentare. Per Anna Biscossa, deputata del Partito socialista, si tratta dire sì ad un patto di Paese tra i cittadini e chi produce: gli agricoltori. “Un patto di paese nel senso di chiedere la fiducia delle cittadine e dei cittadini a favore di un sistema agricolo virtuoso, legato al territorio, con filiere corte e rispettoso dell’ambiente”, spiega Biscossa.

Questa modifica costituzionale gode del sostegno trasversale dei partiti. Oltre al PS, infatti, del comitato per il sì alla sovranità alimentare fanno parte esponenti del partito comunista (tutto è partito da una loro iniziativa parlamentare), ma anche di Verdi, i democristiani (PPD) e Lega dei ticinesi. “Sono dei principi importanti che tutti dovrebbero accogliere. Al momento il grado di autoapprovvigionamento a livello svizzero è poco sopra al 50%, ma può essere aumentato e la pandemia ha dimostrato chiaramente dei contadini e dell’approvvigionamento regionale”, afferma il deputato leghista Sem Genini. Sel servizio capiamo meglio cosa significa sovranità alimentaere:

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tvsvizzera.it/fra con RSI


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