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Miliardo svizzero all'Ue, l'UDC: voti il popolo

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È polemica sul credito di 1,3 miliardi di franchi destinato alle misure di coesione dell’Unione europea approvato giovedì dal governo svizzero. L’UDC vorrebbe un voto popolare, ma non potendo più sottoporre a referendum la Legge da cui dipende il versamento, il partito dovrebbe prima riuscire a far approvare un nuovo strumento di democrazia diretta.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 novembre 2017 - 10:00
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 26.11.2017)

Il popolo deve esprimersi sul cosiddetto "miliardo di coesione". È quanto ha dichiarato Albert Rösti, presidente dell’Unione democratica di centro UDC (destra) al giornale domenicale SonntagsBlick.

Uno scenario che molti giudicano irrealistico. Un anno fa, il partito aveva rinunciato a lanciare un referendum contro la Legge sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’EstLink esterno, da cui dipende il versamento.

Tempi stretti per il piano B

L’UDC ritiene che la consultazione si possa ottenere con l’approvazione del referendum finanziario facoltativoLink esterno. Lo strumento permetterebbe di invocare il voto popolare sulle spese di una certa entità.

"Abbiamo presentato un’iniziativa parlamentare per la sua introduzione", ricorda Rösti, precisando che dalla settimana prossima saranno inoltrate richieste perché l’oggetto sia trattato il più velocemente possibile dalle Camere.

Lo stesso referendum finanziario dovrebbe poi infatti essere approvato alle urne, da Popolo e Cantoni. Secondo il SonntagsBlick, i tempi sono troppo stretti e l’iniziativa ha poche chance poiché iniziative analogheLink esterno sono già state bocciate.

La "controproposta" liberale

Per quanto Partito socialista e Partito liberale-radicale ritengano tardiva la proposta dell’UDC, il presidente del PS Christian Levrat non disapprova l’idea una votazione popolare mentre la presidente del PLR Petra Gössi propone di legare il miliardo di coesione a una condizione.

Intervistata dai domenicali Zentralschweiz am Sonntag e Ostschweiz am Sonntag, Gössi ha detto che il versamento dovrebbe essere subordinato all’abolizione della ‘clausola ghigliottina’ che lega tra loro gli Accordi bilaterali Svizzera-Ue. Così che il miliardo non sia un “regalo” ma un investimento nelle relazioni con l’Europa.

Clausola ghigliottina: la disdetta di un solo accordo dei 'Bilaterali I', ad esempio quello sulla libera circolazione delle persone, comporta l’annullamento degli altri sei.

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Levrat, sul SonntagsBlick, si dice invece convinto che il popolo approverebbe il contributo alle misure di coesione dell’Ue, come aveva fatto nel 2006, e che il Parlamento avallerà senza condizioni il versamento di 1 miliardo e 300 milioni.

Sulla rinuncia a lanciare un referendum lo scorso anno, il presidente dell’UDC Rösti si è giustificato dicendo che la cifra esatta del versamento non era nota e che il partito era impegnato su un altro fronte: combattere la Strategia energetica 2050.

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