Misure anti-Covid Insegnanti chiedono la vaccinazione prioritaria

Un insegnante spiega a un alunno qualcosa, avvicinandosi al banco, attorno al quale sono sedute anche due ragazze

Immagine d'archivio.

Keystone / Ennio Leanza

L'associazione svizzera di insegnanti LCH chiede che i docenti siano considerati una categoria prioritaria nella somministrazione del vaccino anti Covid-19, poiché essi sono ogni giorno a contatto con decine di allievi e non sempre le misure per prevenire il contagio possono essere rispettate. Ma la Commissione nazionale sui vaccini esclude l'ipotesi di compilare una lista di precedenze secondo l'attività professionale: intralcerebbe la strategia di immunizzazione globale.

Secondo i piani della Confederazione, entro l'estate il vaccino sarà accessibile a tutti coloro che lo desiderano. Ma secondo il presidente della LCH Dagmr Rösler i docenti non possono aspettare: "Vorrebbe dire che dovremmo passare ancora tutti questi mesi a contatto con decine di ragazzi al chiuso. […] Ci vogliono altre misure per proteggere tutte le professioni che prevedono lo stretto contatto tra persone", precisa.

Ma è proprio una categorizzazione esaustiva di professioni più o meno a rischio a risultare complessa, spiega il presidente della Commissione nazionale vaccini Christoph Berger. In definitiva, si rischierebbe di dimenticare qualcuno e inoltre provocare "rallentamenti nella strategia di vaccinazione globale della popolazione."

Una risposta che non soddisfa l'associazione degli insegnanti, che continuerà a fare pressione sulla politica per essere parificata al personale sanitario.

Nel servizio RSI, il parere di un insegnante di scuola secondaria a Lenzburg e le interviste a Rösler e Berger.
 

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tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 13.03.2021)

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