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In Svizzera la riapertura sarà "cauta e graduale"

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin e il capo del Dipartimento federale dell'Interno (cui compete la Sanità) Alain Berset Keystone / Alessandro Della Valle

In Svizzera, la ripresa delle attività sospese per contenere la pandemia di coronavirus sarà "cauta e graduale". Il Consiglio federale (governo) propone di lasciar aprire dal 1° marzo i negozi, i musei, le biblioteche e le aree esterne di zoo, giardini botanici e impianti sportivi e di svago, seppur con limiti di capienza e obbligo di mascherina e distanziamento. Intende invece rinviare almeno ad aprile la riapertura di bar, ristoranti e teatri e l'autorizzazione di eventi sportivi e culturali.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 febbraio 2021 - 21:00

È quanto ha annunciato mercoledì lo stesso esecutivo, che prenderà una decisione definitiva sulla prima fase del de-confinamento solo il 24 febbraio, dopo aver consultato i Cantoni. Sempre a marzo, dovrebbero essere permessi eventi privati all'aperto con un massimo di 15 persone, mentre i giovani fino a 18 anni dovrebbero poter svolgere la maggior parte delle attività sportive e socioculturali. Una misura pensata per alleviare il peso psicologico della pandemia su bambini e adolescenti.

Lo scopo delle modifiche è di rilanciare una vita sociale ed economica, ma al contempo evitare una terza ondata di infezioni da coronavirus. L'idea è di consentire solo attività a basso rischio per scongiurare un azzeramento dei progressi raggiunti finora. "Togliere adesso le misure di protezione è irrealistico e pericoloso, in particolare alla luce delle varianti del virus", ha dichiarato ai media il "ministro" dell'economia e presidente della Confederazione Guy Parmelin, che ha aggiunto di comprendere la "delusione" di molte persone.

Il governo, sempre mercoledì, ha reso noto che intende aumentare i crediti federali per sostenere l'economia di fronte alla crisi del Covid-19, e chiede pertanto al Parlamento di approvare nuovi fondi per complessivi 14,3 miliardi di franchi. Le somme per le imprese in gravi difficoltà, i cosiddetti casi di rigore, dovrebbero passare da 2,5 miliardi di franchi a 10 miliardi.

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Tra rischi e opportunità

Grazie agli sforzi collettivi, inclusa la disciplina dimostrata dalla popolazione durante le feste di fine anno, in poche settimane le nuove infezioni si sono dimezzate e i ricoveri e i decessi ridotti, ha detto il consigliere federale Alain Berset, responsabile della Sanità. Questi risultati, unitamente alla prosecuzione della campagna vaccinale, consentono di compiere un primo passo verso la normalità, a patto che tutti continuino a rispettare le norme di sicurezza, ha chiarito, altrimenti i casi di Covid potrebbero di nuovo aumentare.

Il Consiglio federale ha optato per una strategia a tappe proprio per evitare "l'effetto yo-yo" di riaperture e chiusure. Per decidere quali attività consentire, il governo ha cercato un equilibrio tra rischi e opportunità. Se la prima fase sarà positiva, ha detto ancora Berset, si procederà a ulteriori allentamenti a ritmo mensile. Si potrebbe ad esempio consentire il servizio sulle terrazze dei ristoranti.
 

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Nel primo servizio RSI, i chiarimenti di Parmelin e Berset.

La decisione su ulteriori allentamenti dipenderà da diversi fattori: il tasso di positività sotto il 5%, tasso di occupazione dei reparti di terapia intensiva con pazienti malati di Covid-19 inferiore al 25%, il numero di riproduzione (Rt) medio negli ultimi sette giorni sotto all'1 o l'incidenza della malattia su 14 giorni calcolata al 24 marzo che non dovrà superare quella del giorno delle prime riaperture. Non ci sarà comunque alcun automatismo.

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A spingere per aperture più ampie non erano soltanto gli ambienti economici, ma anche alcuni partiti. Nel video, le reazioni.

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tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 17.02.2021)

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