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Bar e ristoranti svizzeri chiusi almeno fino al 21 marzo

I consiglieri federali Berset e Parmelin mercoledì di fronte alla stampa. Keystone / Peter Klaunzer

Il Consiglio federale (governo) ha sostanzialmente confermato mercoledì i suoi piani per la revoca delle chiusure anti-Covid: dal 1° marzo riapriranno negozi, musei, biblioteche e le aree all'aperto di zoo, giardini botanici, impianti sportivi e per il tempo libero. Fermi bar e ristoranti, la cui riapertura potrebbe però essere anticipata -su pressione dei Cantoni, che l'esecutivo ha consultato nel corso della settimana- al 22 marzo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 febbraio 2021 - 21:15

Le riaperture sottostanno naturalmente ai consueti piani di protezione: limiti di capienza, mascherine, distanziamento. Anche gli incontri tra familiari e amici saranno limitati, a 15 persone se all'aperto (non sono però consentiti eventi di associazioni o organizzazioni), a 5 persone al chiuso.

Rimane l'obbligo di telelavoro ovunque applicabile e restano vietate le manifestazioni e le competizioni sportive popolari per adulti. Come anticipato dal governo mercoledì scorso, i giovani potranno invece svolgere la maggior parte delle attività sportive e culturali; il limite d'età è stato peraltro innalzato da 18 a 20 anni (nati nel 2001 o oltre).

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Quanto alla seconda fase, anticipata dal 1° aprile al 22 marzo, essa sarà subordinata a un esame della situazione epidemiologica: ogni nuovo allentamento resta dettato dalla cautela. Sui prossimi passi, il Consiglio federale si esprimerà il 12 marzo e comunicherà una decisione definitiva il 19.

L'invito della maggioranza dei Cantoni a permettere da subito una parziale riapertura del settore della ristorazione, vale a dire di consentire l'uso delle terrazze dal 1° marzo, è rimasto inascoltato. Di fronte ai media, il consigliere federale Alain Berset –"ministro" della sanità- ha ricordato gli aiuti economici previsti per il settore.

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Nel servizio RSI, il punto su cosa cambia dal 1° marzo.

Da parte sua, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha respinto le accuse al governo di aver condotto una consultazione-alibi. La situazione, ha detto, resta fragile anche a causa della diffusione delle varianti più infettive del virus e l'evoluzione dei casi è seguita con molta attenzione sulla base di numerosi elementi, sia sanitari che economici.

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Nel secondo servizio RSI, la reazione dei ristoratori.

Le prossime decisioni del Consiglio federale si baseranno su una serie di indicatori epidemiologici: il tasso di positività dei tamponi deve restare sotto il 5%, l'occupazione dei reparti di terapia intensiva con pazienti Covid-19 non deve superare le 250 unità e il livello di riproduzione medio negli ultimi sette giorni deve restare inferiore a 1. Infine, il 17 marzo l'incidenza della malattia calcolata su 14 giorni non dovrà essere superiore a quella del 1° marzo.

Non sono previsti però automatismi.

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Di fronte all'inflessibilità del governo esiste un rischio disobbedienza civile? Il commento del corrispondente RSI da Berna.

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tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 24.02.2021)

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