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Svizzera, carenza di aree per i nomadi

Roulottes e furgoni.
Un campo Jenish a Yverdon. Keystone / Jean-christophe Bott

Malgrado qualche timido miglioramento, in Svizzera non ci sono sufficienti aree di stazionamento per i nomadi Jenisch e Sinti, minoranze nazionali riconosciute, né per i Rom, stranieri provenienti dai Paesi vicini. Lo indica un rapporto pubblicato giovedì.

Secondo l’edizione 2021 del documento (che appare a scadenza quinquennale dal 2001, disponibile in tedesco e francese), stilato dalla Fondazione Un futuro per i nomadi svizzeri, le aree attualmente esistenti sono 47, ma ne occorrerebbero altre 80-90. La carenza di queste infrastrutture riguarda la maggioranza dei Cantoni ed è più acuta in alcune regioni.

Creata dalla Confederazione nel 1997, ha il mandato di garantire e migliorare le condizioni di vita dei nomadi, promuovendo a tale scopo la collaborazione tra Confederazione, Cantoni e Comuni. Inoltre, dovrebbe contribuire a far sì che questa minoranza, per lungo tempo discriminata e perseguitata anche in Svizzera, possa mantenere la propria identità culturale.

Per il modo di vita nomade, tutelato dalla legge, le aree di stazionamento sono una condizione indispensabile. Confederazione, Cantoni e Comuni hanno l’obbligo di provvedervi, ricorda la Fondazione.

Vi si distinguono tre tipi di bisogni: aree di sosta per il soggiorno invernale di Jenisch e Sinti, aree di passaggio, sempre destinate a queste due minoranze, nonché aree di transito per i Rom.

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Diritto a luogo di domicilio compromesso

La Svizzera dispone attualmente di 16 aree di sosta, ma ai 2’000-3’000 Jenisch e Sinti ne occorrono altre 20-30. Questi luoghi sono di importanza capitale per questa popolazione prima di tutto perché servono da domicilio.

Per le soste durante il periodo di viaggio sono a disposizione 24 aree di passaggio, otto delle quali sono tuttavia solo provvisorie. Stando alla Fondazione ne mancano 50. Le necessità, con l’eccezione del Canton Neuchâtel e della regione di Bienne (canton Berna), sono particolarmente acute nella Svizzera francese.

La situazione delle aree di transito negli ultimi anni è migliorata per i Rom stranieri, ma le sette zone attuali sono ancora troppo poche, si legge nel rapporto.

Conflitti

I nomadi Rom stranieri viaggiano nella Confederazione di regola tra febbraio e fine ottobre. La forte concorrenza per i posti a disposizione – e ogni tanto per l’occupazione irregolare di terreni – porta a conflitti con la popolazione locale.

La legge sulla protezione delle minoranze impegna le autorità a mettere a disposizione abbastanza aree d’accoglienza. E lo si sta facendo a piccoli passi.

Proprio oggi il Canton Neuchâtel ha annunciato l’apertura con effetto immediato di due siti che funzioneranno sia come aree di passaggio che di transito. In un comunicato, il governo cantonale fa riferimento alla “forte domanda e alla situazione di saturazione nella Svizzera occidentale”.

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tvsvizzera.it/Zz/ats con RSI (TG del 20.05.2021)

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