Migros: “I posti tagliati non saranno certo migliaia”
Smentendo le cifre allarmistiche circolate, il presidente della direzione Migros, Mario Irminger, afferma che la fusione delle cooperative non comporterà migliaia di licenziamenti, ma un numero gestibile di tagli che si affronteranno in gran parte con la normale fluttuazione del personale.
Non è ancora chiaro quanti posti andranno persi nell’ambito della prevista fusione delle cooperative regionali di Migros, ma non saranno migliaia: lo afferma Mario Irminger, presidente della direzione generale della Federazione delle cooperative Migros (FCM).
“Sui media circolano cifre errate”, afferma il dirigente in un’intervista pubblicata venerdì dalla Neue Zürcher Zeitung (NZZ). “Di certo non si tratta di migliaia di impieghi. Queste stime si basano probabilmente su un’analisi della fusione con Coop avvenuta 25 anni or sono, ma presso Migros la situazione è diversa”.
Domenica scorsa la SonntagsZeitung aveva ventilato un potenziale di risparmio compreso tra 300 e 400 milioni di franchi all’anno, cosa che potrebbe comportare la soppressione di circa 3000 posizioni. In base ai propri calcoli la NZZ stima invece che il numero di posti di lavoro che potrebbero essere cancellati nell’amministrazione sia compreso tra 400 e 600.
“Al momento non voglio pronunciarmi su una cifra del genere”, taglia corto a questo proposito il 61enne. “Una cosa è certa: a livello dirigenziale e amministrativo nel corso del tempo elimineremo le strutture parallele. Nella società Migros Supermercati impieghiamo 55’000 collaboratori e se si tiene conto della fluttuazione nel gruppo parliamo di 10’000 posti che dobbiamo ricoprire ogni anno: già solo questo ci consentirà di risolvere gran parte del problema. Il nostro timore è piuttosto quello di non disporre di un numero sufficiente di specialisti per gestire la nostra attività”.
Irminger lascerà l’azienda l’estate prossima, insieme a Peter Diethelm, CEO di Migros Supermercati. “Da fuori forse è difficile da capire”, spiega l’intervistato a questo proposito. “Gli ultimi mesi sono stati molto intensi. La trasformazione andrà oltre la data del mio pensionamento: io e Diethelm compiremo entrambi 62 anni l’anno prossimo. Riteniamo quindi che, dopo il voto dei soci in merito alla fusione, sia il momento giusto per cedere i nostri incarichi a nuove persone”, aggiunge. “Sono profondamente convinto che sia meglio smettere troppo presto piuttosto che troppo tardi”.
Altri sviluppi
Migros intende accorpare dieci cooperative
Ora si tratta di convincere i membri delle dieci cooperative regionali a seguire i vertici. Affinché la proposta di fusione passi, serve il consenso di tutte le entità: in ciascuna di esse è necessaria una maggioranza dei due terzi e una partecipazione del 25%. Complessivamente, quindi, 575’000 persone su 2,3 milioni devono essere portate al voto. “E dobbiamo convincere circa 380’000 soci a votare sì”, aggiunge il dirigente.
Finora chi partecipava ai referendum di Migros – ricordano i giornalisti della NZZ – riceveva una tavoletta di cioccolato, sarà ancora così? “Sì, il cioccolato c’è ancora”, risponde Irminger. “Inoltre se un socio si registra per la prima volta per votare elettronicamente, riceve anche punti Cumulus per un valore di 5 franchi”.
Ora si passa alla fase operativa. “Prima di lanciare una campagna, vogliamo capire qual è l’opinione dei soci nelle singole regioni. Probabilmente non è uniforme: la Svizzera romanda e il Ticino potrebbero avere un atteggiamento diverso rispetto alla Svizzera tedesca. A Zurigo spesso diamo per scontato che la nostra opinione sia quella giusta”, chiosa il manager. Per fare opera di convinzione sarà poi stanziato un importo: ma “non sarà una cifra esorbitante”, conclude il dirigente in carica dal maggio 2023.
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