Il mercato ipotecario svizzero è cresciuto meno nel 2024
Nel 2024 il mercato ipotecario svizzero è cresciuto del 2,6%, rallentato da costi di rifinanziamento più alti e normative più severe, con le banche cantonali in espansione e UBS in calo; all’orizzonte pesa l’incognita della possibile abolizione del valore locativo.
Il mercato ipotecario svizzero ha continuato a crescere l’anno scorso ma a un ritmo più lento a causa dell’aumento dei costi e delle normative più severe. È quanto emerge dallo studio di MoneyPark, pubblicato giovedì.
Secondo quest’ultimo il mercato ipotecario elvetico è cresciuto nel 2024 del 2,6%, pari a 32 miliardi di franchi, il che significa una progressione al di sotto al di sotto della media di lungo periodo del 3,0%.
Le banche cantonali hanno ulteriormente rafforzato la loro posizione dominante in questo mercato, registrando una crescita delle ipoteche del 5%, pari a 23,3 miliardi di franchi, con una quota di mercato del 38%, rispetto al +4,6%, pari a +9,7 miliardi, degli istituti Raiffeisen (quota di mercato del 17%).
Anche le banche regionali (+3,7%) e le casse pensione (+8%) hanno accelerato, mentre UBS ha registrato un calo del 3,4% per una quota di mercato del 22%.
Gli esperti di Moneypark spiegano il calo di UBS con lo sforzo di consolidamento successivo all’acquisizione, nel marzo 2023, di Credit Suisse e con un aggiustamento del rischio.
Inoltre, nel 2024 i finanziatori hanno guadagnato meno con i mutui rispetto all’anno precedente e hanno dovuto fare i conti con un ritorno al livello del 2022 dopo i risultati record del 2023. “Tuttavia, questo sviluppo non è stato determinato dal calo dei tassi di interesse per i mutuatari, ma dall’aumento dei costi di rifinanziamento per le banche”, viene sottolineato.
In media, il margine di interesse netto delle banche si è attestato all’1,26% nel 2024, un valore significativamente inferiore a quello dell’anno precedente (1,40%).
Nonostante i tassi d’interesse siano nuovamente scesi, l’aumento dei costi di rifinanziamento e il contesto normativo più severo hanno quindi rallentato la concessione delle ipoteche. E c’è la minaccia di ulteriori problemi. Ad esempio, la soppressione del valore locativo, che sarà votata nel settembre 2025, potrebbe avere un impatto “sostanziale” sul mercato.
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