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Sindacati, "Aumentate le disparità salariali"

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Questo contenuto è stato pubblicato il 25 ottobre 2018 - 12:23
tvsvizzera/ats/spal con RSI (Tg del 25.10.2018)

In 20 anni (dal 1996 al 2016) i salari in Svizzera sono aumentati ma a beneficiare maggiormente di questa evoluzione sono stati soprattutto i redditi più elevati.

Lo rivela uno studioLink esterno illustrato oggi a Berna dall'Unione sindacale svizzera (Uss) che alla luce di quanto è emerso nel rapporto chiede di ridurre il crescente divario nella distribuzione della ricchezza nel paese. A questo scopo la confederazione sindacale auspica da parte della politica interventi mirati soprattutto nella previdenza professionale e sostegni alle spese sanitarie dei cittadini.

Esplosione degli alti salari

La ricerca riconosce infatti che, nonostante la crisi finanziaria e l'apprezzamento del franco, i salari più bassi sono stati ritoccati ma al contempo sottolinea come siano letteralmente esplose le alte remunerazioni (+47%) a fronte di un incremento assai timido, nello stesso lasso di tempo, dei redditi medi (+16%) e di quelli minimi (+20%). Una situazione che ha consentito di aumentare il numero dei beneficiari di stipendi superiori al mezzo milione di franchi a 14'000 persone (11'000 in più in 50 anni).

Per questi motivi i sindacati chiedono misure per attenuare le crescenti disparità salariali, tra le quali un aumento generalizzato tra il 2,2 il 2,5% degli stipendi, l'estensione della contrattazione collettiva e correzioni al sistema fiscale che attualmente privilegia i contribuenti benestanti. Un altro ambito di intervento riguarda la sanità.

Misure di compensazione

Negli ultimi 20 anni i premi assicurativi obbligatori sono lievitati notevolmente (+115%) mettendo in serie difficolta numerosi nuclei famigliari. Per questo motivo l'Uss propone l'adozione di un tetto massimo alla spesa sanitaria a carico degli assicurati (10% del bilancio familiare) e meccanismi di indicizzazione dei premi in funzione dell'evoluzione dei salari e della congiuntura. Su queste richieste si dovranno ora pronunciare le controparti sociali e le istituzioni.    

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