Mensa vegana a Basilea? Gli studenti votano “sì”, ma l’università frena
Un referendum studentesco all'Università di Basilea ha dato esito favorevole a una richiesta per una mensa completamente vegana. Tuttavia, il rettorato ha subito chiarito che la decisione non è vincolante e che l'offerta alimentare non subirà per ora cambiamenti drastici, nel rispetto della libertà di scelta di tutti.
Il dibattito sull’alimentazione sostenibile entra con forza nelle aule e nelle mense dell’Università di Basilea. Con un voto che ha visto una risicata maggioranza, il corpo studentesco ha espresso il desiderio per un’offerta di ristorazione interamente a base vegetale. L’iniziativa, promossa dall’associazione studentesca (Skuba), ha visto la partecipazione di 2’980 persone: 1’407 si sono espresse a favore della richiesta, mentre 1’269 hanno votato contro.
Stando a quanto riporta il sito del quotidiano Basler Zeitung, secondo Skuba il risultato del referendum non è solo un’indicazione numerica, ma rappresenta una “richiesta politica” che “sottolinea l’interesse dell’Università di Basilea per un’alimentazione sostenibile, orientata al futuro e basata su alimenti di origine vegetale”. Un segnale chiaro, dunque, che verrà ora formalmente inoltrato ai vertici dell’ateneo.
Nessun cambiamento per ora
La risposta dell’università, però, invita alla cautela e chiarisce i limiti del voto. Il portavoce Matthias Geering ha precisato che lo scopo del referendum era quello di “chiarire e legittimare democraticamente la posizione degli studenti”, ma ha sottolineato che questo non implica “che sia stata presa una decisione a favore di un servizio di ristorazione puramente vegano all’Università di Basilea”.
In termini pratici, l’offerta attuale non verrà stravolta. Geering ha assicurato che sarà ancora possibile “acquistare un cappuccino con latte vaccino o un panino al prosciutto nelle mense”. Il rettorato, infatti, s’impegna a garantire che tutti i membri dell’università, studenti, studentesse e personale, “possano mangiare come desiderano”.
Il dibattito, quindi, non si conclude con il voto, ma si sposta in un’altra sede, seguendo un percorso istituzionale ben definito. Gli studenti e le studentesse, che dispongono di due dei nove seggi all’interno della commissione per la ristorazione dell’università, potranno ora portare formalmente le loro istanze in quella sede. La palla passa dunque dal voto diretto al dialogo all’interno degli organi preposti, dove la richiesta di una svolta vegana dovrà confrontarsi con le altre esigenze della comunità accademica.
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