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Matterella: “la Svizzera va integrata nei programmi di ricerca europei”

Andrea Cimolato, uno dei tanti prof italiani al Politecnico mostra un braccio bionico a Mattarella.
Andrea Cimolato (a sinistra) è uno dei tanti professori italiani al Politecnico federale di Zurigo. © Keystone / Ennio Leanza

Nell'appuntamento conclusivo della sua due giorni in Svizzera, il presidente italiano Sergio Mattarella ospite del Politecnico federale di Zurigo, ha spezzato una lancia in favore di un reintegro della Confederazione nei programmi di ricerca europei.

Un auditorio pieno di professori e ricercatori italiani ha accolto il presidente Sergio Mattarella durante la sua visita al Politecnico federale di Zurigo. Oggi, qui, “una folta presenza di studenti, ricercatori e docenti italiani (oltre 400, ndr.) rispecchia la ricchezza della collaborazione scientifica e tecnologica fra la Svizzera e l’Italia – ha affermato Sergio Mattarella -, una delle dimensioni più rilevanti del nostro partenariato bilaterale”.

“Una collaborazione – ha aggiunto – che si inserisce pienamente nel più ampio contesto europeo e contribuisce allo sviluppo economico e al progresso civile e sociale del nostro continente, grazie anche alla preziosa partecipazione delle università svizzere ai programmi europei nel settore della ricerca e della formazione, come Horizon Europe e Erasmus+, che mi auguro possa presto riprendere a pieno titolo nel quadro di un rinnovato dialogo con Bruxelles”.

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Edificio principale dell Ethz

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Il Politecnico di Zurigo è sempre più italiano

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Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha da parte sua ripercorso gli anni della fondazione dell’ETHZ, sotto l’egida del consigliere federale ticinese Stefano Franscini, e ha sottolineato il suo legame con l’Italia e con il Ticino. Membro del governo nazionale tra il 1848 e il 1857, Franscini è considerato il “padre del Politecnico”, ma rappresenta anche la comunità italofona in Svizzera.

Accordo sui frontalieri vicino alla ratifica

Rispondendo a una domanda di un giornalista svizzero in merito all’accordo sui frontalieri, Mattarella ha sottolineato che il disegno di legge di ratifica “è già in Senato all’esame della commissione esteri e l’iter di approvazione parlamentare sarà certamente molto veloce”.

“Per quanto riguarda poi la rimozione della Svizzera dalla ‘black list’ l’incontro tra i due ministri, svizzero e italiano, competenti lascia prevedere una rapida soluzione positiva nell’arco dei prossimi mesi”, ha aggiunto, dopo che Cassis aveva sottolineato l’importanza che la Svizzera sparisca dalla lista dei paradisi fiscali.

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Coltivare relazioni tra Svizzera e Ue

Ieri Mattarella è stato ricevuto a Berna con gli onori militari in presenza del Consiglio federale in corpore. In una conferenza stampa tenuta in serata aveva affermato in merito alle relazioni tra Svizzera e unione europea (Ue) che “è vivo auspicio dell’Italia che il confronto possa presto riprendere su nuove e più robuste basi”.

A suo dire “lo sviluppo di relazioni sempre più strette tra Berna e l’Unione europea non solo non va abbandonato ma, anzi va coltivato con ancora maggiore convinzione. Unione europea e Confederazione sono partner necessari, affidabili, amici, interdipendenti, uniti da un destino comune dettato dalla appartenenza alla civiltà europea”.

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