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Magdalena Martullo-Blocher: “Non è vero che reclutiamo all’estero”

Martullo-Blocher: "non è vero che reclutiamo all'estero"
Martullo-Blocher: "non è vero che reclutiamo all'estero" Keystone-SDA

"Non reclutiamo personale all'estero in modo mirato": replica così Magdalena Martullo-Blocher alle affermazioni della RTS pubblicate la scorsa settimana.

EMS-Chemie non recluta in modo mirato all’estero: lo afferma l’imprenditrice e consigliera nazionale Magdalena Martullo-Blocher (Unione democratica di centro – UDC, destra conservatrice), che si esprime per la prima volta su quanto affermato mercoledì scorso dalla Radiotelevisione svizzera di lingua francese RTS. “La radio RTS ci ha accusato di aver pubblicato all’estero i nostri annunci di lavoro in Svizzera: ma non è vero”, afferma la presidente della direzione del colosso chimico grigionese. “I portali di collocamento copiano automaticamente gli annunci di impiego in Svizzera e li pubblicano online a livello internazionale. Senza che noi lo sappiamo e senza il nostro consenso”. L’emittente romanda aveva fra l’altro trovato annunci pure su “Frontaliere Ticino”, sito destinato agli italiani che vogliono lavorare in Svizzera.

“EMS-Chemie impiega circa 1’000 dipendenti in Svizzera”, prosegue la miliardaria. “La percentuale di collaboratori con passaporto straniero è in linea con la media della popolazione residente nella Confederazione. Puntiamo però fortemente sulla formazione dei nostri stessi specialisti. In qualità di principale ente di formazione per apprendisti nei Grigioni, formiamo circa 150 nostri apprendisti in 17 professioni e circa 130 apprendisti per aziende terze”.

Una Svizzera da 10 milioni non la preoccupa

Alla domanda se non sia preoccupata per un aggravarsi della carenza di personale qualificato, in caso di accettazione dell’iniziativa sui 10 milioni di abitanti, la 56enne risponde: “Le aziende svizzere continueranno a trovare personale. Ma solo un immigrato su due lavora effettivamente”. “E solo uno su dieci è un lavoratore qualificato ricercato”, aggiunge.

Per le imprese elvetiche l’accesso al mercato interno europeo è certamente importante, spiega Martullo, che allo stesso tempo però relativizza: “Vendiamo i nostri prodotti perché sono buoni, e non perché il diritto dell’UE è il nostro diritto: i nostri clienti ci sconsigliano espressamente di farlo. Persino le grandi imprese dell’Ue oggi non sanno come gestire la valanga di normative e stanno tagliando posti di lavoro. Le regole elvetiche sono più semplici e pragmatiche”.

La figlia dell’ex consigliere federale Christoph Blocher critica anche il parlamento per la rapidità con cui tratta gli accordi con l’Unione Europea. “I trattati UE vengono sbrigati in fretta e furia dalle commissioni parlamentari! Si tratta di un corpus di 2’200 pagine di convenzioni e 20’000 pagine di regolamenti. Comportano enormi svantaggi per la Svizzera”, conclude.

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