Maltempo, supercella da record sul basso Ticino
Una supercella ha colpito il Mendrisiotto (basso canton Ticino) con chicchi fino a 7 centimetri, provocando ingenti danni e un intenso intervento dei soccorritori senza tuttavia causare feriti.
Nel Mendrisiotto si sono concluse solo all’alba le attività dei pompieri che dalla serata di martedì sono stati fortemente sollecitati dopo la violenta grandinata che si è abbattuta sull’intera regione. Sono stati così mobilitati 35 militi con una ventina di veicoli. Sono caduti chicchi fino a 7 centimetri di diametro, grossi come palline da tennis. Molta l’apprensione, considerevoli i danni, ma fortunatamente nessun ferito.
Ma cos’è successo dal punto di vista meteorologico? La Radiotelevisione svizzera di lingua italiana RSI lo ha chiesto a Luca Nisi, meteorologo di MeteoSvizzera. “Si è trattato di una supercella, che se vogliamo è la categoria più intensa dei temporali. Si è sviluppata sul Basso Lago Maggiore e poi si è spostata verso est, interessando prima il Basso Malcantone e poi il Mendrisiotto”.
“È stato – aggiunge Nisi – un temporale simile a quanto successo a Locarno il 25 agosto del 2023, con chicchi di grandine di 3-4 centimetri di diametro e qualcuno da 5 centimetri. Nel Locarnese tre anni fa i chicchi furono però di 5-7 centimetri. L’altra similitudine è questa: la supercella ha colpito una zona densamente popolata e quindi i danni sono maggiori rispetto a quando tocca zone di montagna”.
“Il pluviometro di Coldrerio – prosegue Nisi – ha misurato 40,9 litri per metro quadrato, un dato di pochissimo inferiore al record svizzero che è di 41 litri per metro quadrato misurato a Losanna nel giugno del 2018. Bisogna però considerare che questo è il nuovo valore più alto per il Sud delle Alpi: ha infatti superato quanto registrato nel 2024 a Cadenazzo, che era stato di 37,1 per metro quadrato. Le precipitazioni sono state davvero molto forti, ma si può immaginare che i tanti chicchi di grandine possano avere influenzato questa misurazione”.
“I temporali supercellulari – spiega infine Luca Nisi – interessano ad intervalli più o meno regolari il Sottoceneri ed in particolare il Mendrisiotto. Un fenomeno del genere in Ticino me lo aspetto dunque maggiormente a sud che a nord. Questo perché nelle Alpi manca umidità rispetto alla pianure. E perché le montagne elevate vanno a disturbare le strutture a bassi strati di questi temporali. Quindi se una grandinata con chicchi di 2 centimetri è da considerarsi la normalità per il Sottoceneri, è invece una rarità per l’Alto Ticino”.
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