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Tre consiglieri federali sono attualmente in viaggio. In tutto, visiteranno nove paesi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 luglio 2017 - 09:35
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 13.07.2017)

La presidente della Confederazione Doris Leuthard è in Africa occidentale, dove è attiva la cooperazione allo sviluppo, il ministro delle finanze Ueli Maurer in Asia, per incontri legati a Fondo monetario internazionale e Banca mondiale, quello dell’economia Johann Schneider-Ammann in Russia, Indonesia e Arabia Saudita.

Ma al di là degli attuali, specifici impegni, mai nella storia i membri del governo svizzero hanno viaggiato quanto oggi.

Doris Leuthard visita uno stabilimento di trasformazione della frutta in Ghana. © KEYSTONE / ALEXANDRA WEY

Malvisti fino agli anni Sessanta

Ueli MaurerLink esterno in groppa a un tipico cavallo kirghizo, Doris LeuthardLink esterno in una fabbrica di frutta essiccata in Ghana, Johann Schneider-AmmannLink esterno in un laboratorio di ricerca in Russia: le istantanee dei consiglieri federaliLink esterno in viaggio sono ormai consuetudine.

Non è sempre stato così. Poco più di cinquant’anni fa, fu necessaria una seduta straordinaria del Governo per stabilire se la Svizzera dovesse o no partecipare ai funerali del presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy.

“Dobbiamo chiederci”, spiegò l’allora ministro degli esteri Wahlen, “se il rischio è quello di creare un precedente per la nostra politica neutrale o quello di sembrare indifferenti”.

Keystone

“La Svizzera in passato aveva difficoltà con i viaggi all'estero”, conferma lo storico Sacha Zala. “Fino alla fine degli anni Sessanta erano malvisti, causavano clamore sulla stampa. Un consigliere federale doveva giustificarsi in Parlamento, sul perché intendeva intraprendere un viaggio”.

La svolta

Proprio la scelta di partecipare alle esequie di JFK diede il via a una nuova era. I consiglieri federali, da allora, si spostarono sempre di più.

Oggi, peraltro, il capo del Dipartimento federale degli affari esteriLink esterno non è il solo membro del governo a prendere l'aereo. “Ogni dipartimento ha un dossier legato alla politica estera”, osserva Zala, “e tutti i ministri discutono con i loro omologhi”.

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