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Maggior cooperazione sulla rotta balcanica

Siriani in fuga sul confine tra Grecia e Macedonia del Nord. Keystone / Kostas Tsironis

La Svizzera ha concluso un nuovo partenariato nel campo della migrazione con la Macedonia del Nord, uno dei Paesi sulla rotta balcanica, usata da rifugiati e migranti che vogliono arrivare nell'Europa occidentale. Si tratta del quarto partenariato elvetico concluso con Paesi dei Balcani occidentali e l'ottavo in assoluto.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 novembre 2022 - 22:45
tvsvizzera.it/fra

La consigliera federale Karin Keller-Sutter e il ministro dell'interno macedone Oliver Spasovski hanno firmato una dichiarazione d'intenti che prevede l'istituzione un dialogo e una riflessione per ampliare la cooperazione tra i due Paesi in diversi settori, in particolare la prevenzione della migrazione irregolare, la riammissione, la promozione della migrazione regolare o le sinergie tra migrazione e sviluppo.

La Macedonia del Nord, dopo la Grecia, è il primo Paese da cui passano le persone che cercano di raggiungere il cuore del continente e svolge quindi un ruolo cruciale per la Svizzera e tutta l'Europa, indica il Dipartimento federale di giustizia e polizia.

Per la Confederazione si tratta del quarto partenariato concluso con Paesi dei Balcani occidentali e l'ottavo in assoluto. Accordi in tal senso sono già stati firmati con Bosnia-Erzegovina, Serbia, Kosovo, Georgia, Nigeria, Sri Lanka e Tunisia.

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Al momento Berna sostiene un progetto avviato dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) volto a potenziare la cooperazione transfrontaliera e le capacità di gestione delle frontiere nella Macedonia del Nord. La Svizzera è inoltre attiva da anni in Macedonia del Nord anche attraverso la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC).

Infine, dal 2012, i due Paesi sono legati da un accordo di riammissione. Da allora il numero delle domande di asilo presentate da cittadini della Macedonia del Nord in Svizzera è notevolmente calato, passando da 1'137 nel 2012 a 69 nel 2021. Tuttavia, l'intensificarsi dei flussi migratori a seguito dell'allentamento delle misure legate alla pandemia di Covid-19 fa della Macedonia, al pari degli altri Stati balcanici, un regione cruciale in materia di migrazione.

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