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Ma tu lo parli lo svizzero?

Una vera lingua elvetica, unitaria, non esiste; ma l'italiano, il francese e soprattutto il tedesco parlati in Svizzera hanno qualcosa di particolare

Tratto da: Conti cifrati e altri (falsi) miti svizzeriLink esterno

Il nostro Paese, è vero, non ha una lingua unitaria. Gli idiomi ufficiali sono tedesco, francese, italiano e romancio. Ma 'lo svizzero', in un certo senso, esiste.

Nei cantoni di lingua francese e italiana, si usano parole ed espressioni che in Francia e in Italia sono impiegate con altra accezione o in altro modo, o addirittura non figurano nel vocabolario. È il caso, in italiano, di 'buralista' (gestore di ufficio postale, elvetismo puro), di 'azione' (che nei supermercati svizzeri indica un'offerta speciale, quindi ha un'accezione in più) e della locuzione 'come una lettera alla Posta' (che in Svizzera si usa per qualcosa che fila liscio, ma altrove potrebbe assumere significato contrario). Sono solo tre esempi; su Internet si trovano nutriti repertori.

Nei cantoni di lingua tedesca, invece, in famiglia e nella vita di tutti i giorni si parla lo schwytzerdütsch, lo svizzero tedesco. Lingua o dialetto che lo si voglia considerare (appartiene a una famiglia di idiomi parlati anche in Austria e nel sud della Germania), nemmeno lo Schwytzerdütsch è unitario. Tra un bancario di Zurigo e un casaro dell'alto Vallese, anzi, c'è un abisso. Però si capiscono, per questo si dice 'svizzero tedesco', al singolare. Perché le varianti regionali sono tante, ma mutualmente comprensibili.

Chi fatica a capire, piuttosto, sono i ticinesi e gli svizzero-francesi. A scuola studiano il tedesco standard ('Hochdeutsch'), quello impiegato nei documenti ufficiali, sui giornali, nella segnaletica, sulle etichette dei prodotti alimentari, nelle conversazioni formali e così via. Ma quando arrivano in Svizzera tedesca, se vogliono integrarsi, devono 'declinare' il tedesco in schwytzerdütsch.

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