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L’USAV annuncia un’inchiesta sul latte contaminato

L'USAV annuncia un'indagine sul latte contaminato
L'USAV annuncia un'indagine sul latte contaminato Keystone-SDA

A seguito della contaminazione di latte per l'infanzia con una tossina, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare ha avviato un'inchiesta per accertare eventuali ritardi e responsabilità da parte delle aziende produttrici.

Il direttore supplente dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) Michael Beer ha annunciato l’apertura di un’inchiesta sul latte per l’infanzia richiamato a causa di una contaminazione da tossina cereulide. Lo riporta il Blick.

In un’intervista, Beer ha precisato che “sono in corso analisi di laboratorio” e che “la prossima fase consisterà nel ricostruire quanto accaduto nelle ultime settimane”. Qualora emergesse che le aziende hanno reagito in ritardo o non hanno adempiuto ai propri obblighi di diligenza, potrebbero essere inflitte multe o avviati procedimenti penali.

15 casi sospetti in Svizzera

In Svizzera sono stati segnalati 15 casi di sintomi riconducibili al consumo dei prodotti interessati. Richiami progressivi di diversi lotti sono stati avviati in Svizzera – da Nestlé e Hochdorf – e in altri Paesi europei – come dai francesi Vitagermine e Danone.

Proprio Danone è nel mirino della Fondazione svizzerotedesca per la protezione dei consumatori (SKS), che accusa il gruppo di aver tardato nel richiamare lotti del marchio Aptamil. Beer ha dichiarato di condividere “l’insoddisfazione per la reazione delle imprese, soprattutto se tardiva”, pur assicurando che l’autorità competente “ha fatto tutto il possibile”.

“È inaccettabile che tossine possano contaminare alimenti senza un intervento immediato. In presenza di rischi potenziali per la salute, occorre procedere senza indugio a un richiamo su larga scala: meglio un richiamo in più che uno in meno”, ha sostenuto Beer. Secondo il direttore supplente, i produttori devono fare tutto il possibile per prevenire la contaminazione e controllare più rigorosamente i loro fornitori.

Beer non prevede “ulteriori richiami massicci” e invita alla calma: i genitori che acquistano attualmente latte per l’infanzia “non hanno motivo di preoccuparsi”.

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