Lockdown e silenzio Basta con i rumori fastidiosi

Di Paola Nürnberg, RSI
La sfilata di Harley Davidson a Lugano durante l Harley Days del 2015.

La popolazione non è più disposta a tollerare rumori molesti. Come intervenire? Per esempio, creando la base legale per l’introduzione di radar acustici o adottando il divieto per le moto troppo chiassose.

© Keystone / Ti-press / Davide Agosta

La sensibilità per l'inquinamento acustico non è mai stata tanto elevata. Si pensa di creare la base legale per l’introduzione di radar acustici. E noi siamo andati alla ricerca del significato del silenzio, spiegato da chi lo studia, da chi lo ha scelto come condizione di vita e da chi lo ha sperimentato come tutti noi.

Merito forse del lockdown che ha riacceso la discussione sul problema del rumore generato dal traffico, in particolar modo quello inutile, causato da motori troppo chiassosi o da chi girovaga inutilmente negli agglomerati o fa girare il motore a regimi elevati senza necessità.

Un fenomeno in crescita, che la popolazione non è più disposta a tollerare, e al quale la politica intende porvi rimedio. Come? Per esempio, creando la base legale per l’introduzione di radar acustici o adottando il divieto per le moto troppo chiassose.

Cosa è il silenzio?

Il silenzio non è solo un fattore importante per il nostro benessere di cui la politica deve tenere conto, è anche uno stato interiore. Nulla di nuovo, la filosofia prima, la religione e la psicanalisi poi, hanno sempre gettato uno sguardo dentro quello che siamo.

Il coronavirus ci ha fermato, ci ha tolto i ritmi di tutti i giorni. Ma quanti di noi hanno davvero saputo approfittare di questo periodo di sosta? Siamo andati alla ricerca di un significato del silenzio, spiegato da chi lo studia, da chi lo ha scelto come condizione di vita e da chi lo ha sperimentato come tutti noi.

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