Locarno79: Pardo d’Oro al film rumeno “Nu e locul tau aici”
La pellicola "Nu e locul tau aici" ("You Don't Belong Here") del regista rumeno Florin Șerban si aggiudica il Pardo d'Oro della 79esima edizione del Locarno Film Festival. Lo hanno annunciato oggi gli organizzatori. Il premio principale è dotato di 75'000 franchi.
l film parla del rapporto fra un padre vedovo e il figlio adolescente che di notte, all’insaputa del padre, commette atti di vandalismo fino ad essere sospettato di omicidio.
La pellicola rumena l’ha spuntata su altri 16 film in lizza per il Pardo d’Oro. Per Șerban si è trattato del ritorno al lungometraggio, precisano gli organizzatori.
La giuria del Concorso internazionale, presieduta dal regista belga Fabrice Du Welz, ha premiato il film “per la forza della sua sceneggiatura, la singolarità della sua visione e la straordinaria padronanza del linguaggio cinematografico”, si legge nell’elogio.
>>> Il servizio del TG:
Teodor Butănescu, che nel film interpreta il figlio Ioan, si è aggiudicato una menzione speciale. “Nu e locul tau aici” ha anche vinto il primo premio della Giuria dei giovani, che ammonta a 6’000 franchi, nonché il Premio Europa Cinemas Label, volto a incentivare la distribuzione sugli schermi della rete Europa Cinemas.
Sempre nella sezione regina, il Premio Speciale della Giuria, del valore di 30’000 franchi, va a “A Margem do Rio” (“The Riverbank”) dei registi brasiliani Matheus Farias ed Enock Carvalho. Un film in cui due uomini si ritrovano in una foresta di mangrovie.
Altri sviluppi
Più le cose cambiano, più restano uguali: la 79° edizione del Locarno Film Festival mantiene il proprio anticonformismo
Doppio premio per “Nun Dul Dega Eomne”
Nel Concorso internazionale, il Pardo per la migliore regia va al regista sudcoreano Hong Sangsoo con “Nun Dul Dega Eomne” (“Nowhere to Lay My Eyes”). Il film è ambientato sull’isola di Jeju, nella Corea del sud, dove i protagonisti, un fratello e una sorella, fanno ritorno dopo dieci anni per andare a trovare la madre.
Sangsoo aveva vinto il Pardo d’Oro a Locarno nel 2015 con “Right now, wrong then”. L’attrice sudcoreana Kim Minhee, che interpreta la protagonista in “Nun Dul Dega Eomne”, si aggiudica uno dei due Pardi alla migliore interpretazione.
L’altro Pardo alla migliore interpretazione va all’attrice italiana Monica Bellucci, che veste i panni della madre del protagonista in “Ketticè” di Giovanni Tortorici.
Bellucci interpreta una mamma che non desiderava esserlo, chiaramente psicologicamente instabile, che butta la sua frustrazione sul figlio adolescente. Il film è prodotto da Luca Guadagnino, un altro grande nome, fatto che però non è bastato a evitare diversi giudizi negativi fra gli avventori del festival.
Altri sviluppi
Da principessa del cinema a regina degli animali: i molti regni di Isabella Rossellini
Premiato documentario girato su 25 anni
Nella sezione “Concorso Cineasti del Presente” il Pardo d’Oro va a “La ilusión de un verano sin fin” (“The Illusion of an Everlasting Summer)”di Alessandra Sanguinetti, una coproduzione tra Argentina e Stati Uniti. Il documentario, girato su oltre 25 anni, segue la vita di due cugine argentine, da quando sono bambine alla loro età adulta.
La 58enne Sanguinetti, fotografa americana cresciuta a Buenos Aires, ha pubblicato numerose foto per la nota agenzia Magnum Photos. La pellicola si è aggiudicata anche lo Swatch First Feature Award (Premio per la migliore opera prima), del valore di 15’000 franchi.
Il direttore artistico del festival Giona A. Nazzaro ha detto, citato in una nota odierna, che si tratta di “Un palmarès vitale e contemporaneo, in stretto dialogo con le trasformazioni dell’industria e del nostro mondo di oggi”.
Film elvetici a bocca asciutta
Sono rimasti invece a bocca asciutta i film elvetici. Nessun premio per “O Jacaré” dello svizzero-portoghese Basil Da Cunha, che era in corsa per il Pardo d’Oro.
Niente da fare nemmeno per “Small Talk” di Mateo Ybarra, che con la bella performance dell’attrice francese Hélèn Bares ha introdotto la sua cinepresa nell’ultima scuola svizzera di galateo, filmando studentesse vere e proprie.
Magra consolazione è il premio della Giuria dei giovani al corto d’autore “Ãsheghetam” di Filmsaazs, una coproduzione minoritaria svizzera, assieme a Francia e Iran.
“Prix du Public” a Petra Volpe
La 79esima edizione del Locarno Film Festival, che verrà ricordata anche per essere stata caldissima, è terminata questa sera in Piazza Grande con l’assegnazione del Prix du Public UBS, che è andato al dramma “Frank & Louis” della regista elvetica Petra Volpe. Il film, girato in lingua inglese, racconta il legame tra due detenuti.
“È il riconoscimento più alto che un regista possa ricevere, perché significa che il film ha davvero raggiunto le persone per cui era stato pensato”, ha dichiarato Volpe, citata in un comunicato diffuso dagli organizzatori del festival cinematografico.
Verrà ancora proiettata la pellicola francese “Ni vue, ni connue” di Marc Fitoussi, con Isabelle Huppert, presente sul posto. L’80esima edizione della kermesse si terrà dal 4 al 14 agosto 2027.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.