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Lindt crolla in Borsa dopo l’aumento dei prezzi: “Venderemo meno”

Lindt: "venderemo meno", dice dopo aumento prezzi, crolla in borsa
Lindt: "venderemo meno", dice dopo aumento prezzi, crolla in borsa Keystone-SDA

La decisione di Lindt & Sprüngli di tagliare le previsioni di vendita a causa della debole domanda dei consumatori ha innescato un crollo del titolo in borsa e sollevato dubbi sulla sua storica capacità di imporre i prezzi.

La reazione dei consumatori all’aumento dei prezzi di Lindt & Sprüngli – inizialmente causato dall’impennata del costo del cacao – si è rivelata più violenta del previsto.

Il gigante del cioccolato si è visto costretto a correggere al ribasso, per la seconda volta quest’anno, le sue previsioni di vendita. Gli investitori non hanno per nulla apprezzato e l’azione è crollata in borsa.

Concretamente stando alle indicazioni fornite di primo mattino l’azienda si aspetta una crescita del giro d’affari compresa fra lo 0% e il 2%, a fronte del 4-6% ipotizzato in precedenza. “Il clima di fiducia dei consumatori piuttosto moderato e la maggiore sensibilità ai prezzi hanno determinato un volume di ordini inferiore alle aspettative, soprattutto nel settore stagionale, in particolare in Germania, Svizzera e Austria”, si legge in un comunicato. “Inoltre l’ondata di caldo estremo che ha colpito l’Europa quest’estate ha avuto un impatto negativo sui ricavi dell’intero settore”.

L’impresa ha per contro osservato una crescita solida in mercati considerati importanti come il Nord America e l’Asia. “Poiché i prezzi del cacao sono ormai scesi rispetto ai loro massimi storici, prevediamo che anche la pressione sui costi torni gradualmente alla normalità nei prossimi mesi”, afferma il CEO Adalbert Lechner, citato nella nota. “Ci aspettiamo una ripresa della domanda e riteniamo che nel 2027 raggiungeremo una crescita positiva in termini di volumi, grazie alla nostra strategia di prezzo adeguata, ai maggiori investimenti nei marchi, alla capacità innovativa e a una gestione rigorosa dei costi, sostenuta da un solido bilancio e da un flusso di cassa che continua a essere robusto”.

Minore fiducia al riguardo è stata però mostrata dagli investitori. Il buono di partecipazione (BP, quello cioè che dà diritto al dividendo, ma non concede il voto: è in questo caso il titolo di riferimento per gli analisti) in mattinata è arrivato a scendere dell’8%, in un mercato generalmente orientato a un rialzo frazionale. Negative sono anche le performance da inizio gennaio (-30%), su dodici mesi (-35%) e nello spazio di cinque annui (-24%). Va peraltro ricordato che il BP Lindt & Sprüngli, con un corso oggi di circa 7970 franchi, fa parte del listino SLI, l’indice che comprende i 30 titoli più importanti.

La revisione delle previsioni, effettuata per la seconda volta nell’anno in corso, mina la fiducia nella capacità dell’azienda di formulare previsioni accurate, mette in guardia Jean-Philippe Bertschy, analista della banca Vontobel, in un commento. E questa, finora, era stata un fattore essenziale per l’elevata valutazione del titolo. A suo avviso la domanda cruciale ora è se l’elasticità dei prezzi sia un problema strutturale o un evento isolato. In ogni caso “il potere di fissazione dei prezzi, che per lungo tempo è stato l’argomento principale di Lindt, è stato messo alla prova”, sottolinea l’esperto.

Forte di una tradizione di 180 anni, Lindt & Sprüngli si definisce leader mondiale nel settore del cioccolato premium: uno dei suoi prodotti più conosciuti è il coniglietto di cioccolato dorato con campanellina. Il gruppo con sede a Kilchberg (Zurigo) dispone di dodici impianti produttivi propri in Europa nonché negli Stati Uniti, ha una rete di 620 negozi propri e può contare su un organico di 15’500 dipendenti. La società – che fa risalire le sue origini a Rudolf Sprüngli (1816-1897) di Horgen (Zurigo) e a Rodolphe Lindt (1855-1909) di Berna – è entrata in borsa nel 1986. Nell’esercizio 2025 ha realizzato un fatturato di 5,9 miliardi di franchi, in progressione dell’8% grazie a forti aumenti di prezzo.

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