Libertà di stampa nel mondo ai livelli minimi degli ultimi 25 anni
Mentre la situazione della libertà di stampa a livello mondiale raggiunge un minimo storico, il rapporto di RSF posiziona la Svizzera all'ottavo posto, evidenziandone sia la buona tenuta generale sia i problemi legati a leggi e finanze.
La libertà di stampa nel mondo ha toccato i minimi storici, secondo Reporter senza frontiere (RSF). In Svizzera, la situazione è giudicata “piuttosto buona”. Grazie al calo del Portogallo, la Confederazione guadagna una posizione nella classifica annuale dell’organizzazione non governativa (ONG).
“In 25 anni, il punteggio medio di tutti i Paesi esaminati non è mai stato così basso”, scrive RSF in una nota. Più della metà dei Paesi valutati rientra nelle categorie da “difficile” a “molto grave”.
“Leggi utilizzate contro la stampa”
Secondo l’ONG, il giornalismo è “soffocato da un discorso politico ostile”. La situazione economica “fragile” indebolisce la professione. I giornalisti sono sottoposti a una pressione “accresciuta da leggi utilizzate come arma contro la stampa”, aggiunge RSF.
Dei cinque indicatori che misurano lo stato della libertà di stampa (economico, giuridico, sicurezza, politico e sociale), quello relativo al quadro giuridico registra il calo più significativo quest’anno, “segno di una crescente criminalizzazione del giornalismo”. Questo punteggio è peggiorato in oltre il 60% dei Paesi (110 Stati su 180).
“Di fronte all’insieme dei rischi per i giornalisti, le politiche pubbliche si dimostrano incapaci di proporre una soluzione”, deplora l’ONG.
Svizzera ottava
Gli Stati Uniti perdono altre sette posizioni rispetto allo scorso anno e occupano ora il 64° posto. Il Paese non è mai stato così in basso nella classifica.
La Svizzera si colloca all’ottavo posto. Secondo RSF, “i problemi giuridici, in particolare l’applicazione del segreto bancario ai giornalisti e le misure di blocco dei contenuti giornalistici in sede civile, pesano in modo marcato”.
Per Denis Masmejan, segretario generale di RSF Svizzera, in questo contesto mondiale, “la Svizzera avrebbe tutte le carte in regola per diventare un modello di eccellenza in materia di libertà di stampa”.
Il servizio del TG 20.00 della RSI del 30 aprile 2026:
L’organizzazione condanna tuttavia le cosiddette “misure supercautelari” (in base al Codice civile, ndr) a cui sono sottoposti “troppi media” in Svizzera. Per l’ONG “la possibilità per la giustizia civile di emettere queste decisioni senza aver prima ascoltato il media interessato costituisce una grave minaccia per la libertà di stampa”.
RSF auspica inoltre che il Consiglio federale tenga maggiormente conto del ruolo dei media d’informazione nella futura legge che regolerà le piattaforme digitali. Per l’ONG, il progetto preliminare presentato lo scorso autunno non va abbastanza lontano. Inoltre, la situazione economica dei media in Svizzera rimane “allarmante”.
Norvegia al primo posto per la decima volta
La Norvegia si è classificata al primo posto della classifica per il decimo anno consecutivo. Supera i Paesi Bassi e l’Estonia. L’Eritrea è ultima, dopo la Corea del Nord e la Cina.
La Siria ha registrato il miglioramento più significativo rispetto al 2025 (+36 posizioni). Secondo RSF, la caduta del regime di Bashar al-Assad la proietta al 141° posto.
La classifica di Reporter senza frontiere si basa su un punteggio assegnato a ciascun territorio, che può variare da 0 a 100. Un alto grado di libertà di stampa è associato a un punteggio elevato e viceversa.
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