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Libera circolazione? "Non è indispensabile"

Per l'Istituto di ricerca Bruegel tetti all'immigrazione sono compatibili con il mercato unico e in Svizzera si apre il dibattito

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 agosto 2016 - 20:53

Sta suscitando discussioni in Svizzera la tesi espressa dallo studio pubblicato dall'istituto di ricerche economiche Bruegel di Bruxelles secondo cui la libera circolazione delle persone non è indispensabile al funzionamento di un mercato interno, come quello europeo.

Una conclusione che cade proprio nel momento in cui la Confederazione è impegnata nel difficile esercizio di porre un freno all'immigrazione - come impone l'iniziativa costituzionale votata nel febbraio del 2014 - senza però violare gli accordi bilaterali sottoscritti a suo tempo con l'Ue che le garantiscono l'accesso al mercato continentale.

Gli economisti dell'istituto Bruegel avanzano in proposito la proposta - riferita essenzialmente alla Gran Bretagna ma utile oggi anche alla Svizzera - di limitare al loro interno la libera circolazione in cambio però di precisi compiti. Per il corretto funzionamento del mercato è infatti più importante che questi paesi adempiano ai loro obblighi e in particolare che si sottopongano alla superiore giurisdizione europea cui dovrebbe spettare l'ultima parola in ambito di applicazione delle norme continentali.

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