L’ex presidente della BNS Thomas Jordan eletto nel CdA di Nestlé
È stata approvata dall'assemblea generale di Nestlé l'elezione dell'ex presidente BNS Thomas Jordan nel Consiglio di amministrazione, insieme a tutte le altre proposte, nonostante le critiche mosse da alcuni azionisti su scandali e politiche aziendali.
L’assemblea generale degli azionisti di Nestlé ha approvato giovedì tutte le proposte del Consiglio di amministrazione (CdA), tra cui l’elezione nell’organo di conduzione strategica dell’ex presidente della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS) Thomas Jordan.
Il 63enne ha ottenuto un risultato assai lusinghiero, avendo ricevuto il 98,8% voti favorevoli. Nel CdA è stata eletta anche Fama Francisco, manager di lunga data della multinazionale statunitense Procter & Gamble, con il 93,9% dei consensi. Il CdA è stato così ampliato da 11 a 13 membri, ma il CEO Philipp Navratil, a differenza dei suoi predecessori, non ne farà parte.
Nonostante l’ampia approvazione dei punti all’ordine del giorno non sono mancate le voci critiche. Alcuni rappresentanti degli azionisti hanno contestato la dirigenza per gli scandali dello scorso anno relativi ai cambi ai vertici, al ritiro globale di latte in polvere per neonati contaminato e alle politiche climatiche. Ulteriori critiche hanno riguardato la qualità dei prodotti e la mancanza di trasparenza sulle remunerazioni.
Il presidente del CdA Pablo Isla e il CEO Navratil hanno risposto condividendo la necessità di fornire risultati concreti anziché ulteriori annunci, nonché sottolineando i progressi realizzati nella strategia aziendale, nei programmi di efficienza e nella sostenibilità. I due manager hanno anche ribadito l’impegno per la trasparenza e per gli obiettivi climatici di lungo termine. All’assemblea era rappresentato il 54,6% del capitale e il 74,6% delle azioni con diritto di voto.
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