Le valanghe hanno ucciso finora 15 persone in Svizzera
In Svizzera, durante l’inverno 2025/2026, oltre 240 persone sono state coinvolte in 171 valanghe soprattutto in Vallese, Ticino e Grigioni, un numero superiore alla media dovuto a un fragile manto di neve vecchia, mentre le vittime restano in linea con gli anni precedenti.
Durante l’inverno, le valanghe staccatesi sulle montagne svizzere hanno coinvolto un numero significativamente maggiore di persone rispetto alla media. Tuttavia, alla fine di marzo, le vittime sono 15, quasi in linea con i valori pluriennali.
Finora, sono state registrate 171 valanghe che hanno coinvolto 244 persone, ha precisato nel suo bilancio invernale l’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF). Questi numeri sono nettamente superiori alla media degli ultimi 10 anni, durante i quali si contavano 127 eventi che hanno interessato 182 individui.
Nonostante ciò, il numero di decessi è stato nella norma: 15 persone hanno perso la vita travolte da una valanga (nessuna si trovava sulle piste di sci). Negli ultimi 10 anni la media delle vittime, sino a fine marzo, era di 14, come riportato sul sito internet dell’SLF.
Valanghe da “manto di neve vecchia”
Nella maggior parte di questi incidenti mortali la valanga si è distaccata da un debole manto di neve vecchia, raggiungendo spesso grandi dimensioni. Questa situazione ha caratterizzato l’inverno 2025/2026 in tutta la regione alpina. Particolarmente colpiti sono stati il Vallese, il Ticino e i Grigioni.
Dopo una nevicata precoce alla fine di novembre, il tempo è rimasto asciutto e soleggiato fino a gennaio. La sottile coltre di neve che si è formata si è trasformata fortemente, creando una base molto debole e instabile. Gli inverni con un marcato problema di neve vecchia sono considerati, secondo l’SLF, particolarmente pericolosi. Il rischio, infatti, è spesso difficile da riconoscere anche per gli esperti sul terreno.
Forti nevicate si sono poi verificate a più riprese a metà febbraio. I maggiori apporti di neve fresca sono stati registrati dal 10 al 13 febbraio nella parte occidentale estrema e settentrionale del Basso Vallese, dove sono caduti dai 100 ai 150 cm, mentre dal 15 al 18 febbraio, sempre nel Basso Vallese occidentale estremo, come pure sulla cresta settentrionale delle Alpi, sono stati misurati dai 90 ai 140 cm di neve fresca. Ciò ha causato, secondo l’SLF, una situazione valanghiva eccezionale, che il 17 febbraio ha raggiunto il massimo grado di pericolo.
Bilancio solo intermedio
Complessivamente, dal punto di vista climatologico, l’inverno 2025/26 è stato, come il precedente, troppo caldo e caratterizzato da accumuli di neve ben al di sotto della media. Le quantità di neve fresca hanno raggiunto solo il 50-75% della media pluriennale su tutto il territorio elvetico. Il deficit è stato più pronunciato nell’est della Svizzera, viene ancora precisato.
Tuttavia, le nevicate degli ultimi giorni che hanno portato notevoli quantità di manto bianco in altitudine potrebbero provocare altre valanghe. Un bilancio definitivo potrà essere fatto solo alla fine dell’anno idrologico, cioè il 30 settembre prossimo, ha rilevato ancora l’SLF.
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