Le terapie di conversione sono ancora praticate in Svizzera, secondo un rapporto
Un rapporto pubblicato martedì dal Centro intercantonale di informazione sulle credenze (CIC) conferma che le terapie di conversione vengono praticate in ambienti religiosi e spirituali nei cantoni di Ginevra e Vaud. Il documento include anche testimonianze delle vittime di queste pratiche.
Il rapporto afferma che le terapie di conversione possono causare danni profondi e duraturi e, in alcuni casi, portare al suicidio. Diciotto persone, sottoposte a tentativi di modificare il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere, hanno fornito la loro testimonianza diretta al CIC.
Gli autori e le autrici dello studio evidenziano quello che descrivono come un meccanismo psicologico distruttivo. “Il processo in atto intensifica il senso di colpa. Molte vittime provano già un senso di colpa legato al proprio orientamento sessuale, che viene ulteriormente rafforzato quando i tentativi di modificarlo falliscono”, spiegano. Il fallimento di tali tentativi è spesso interpretato come una mancanza di fede o una debolezza personale.
L’indagine, condotta tra il 2023 e il 2024, si è basata su 41 interviste, osservazioni e sull’analisi di numerosi documenti. “Il nostro studio mostra chiaramente che nei cantoni di Vaud e Ginevra esistono pratiche volte a modificare o reprimere l’orientamento affettivo e sessuale o l’identità di genere”, afferma Manéli Farahmand, direttrice della ricerca del centro.
Prevalenza delle pratiche in ambienti cristiani
Queste pratiche sono raramente descritte come terapie di conversione. Si collocano lungo uno spettro che va da programmi strutturati a forme meno visibili e più informali. Includono sessioni di preghiera con imposizione delle mani, letture guidate, sessioni di esorcismo e persino la cosiddetta guarigione energetica.
Tutti questi approcci si basano sulla convinzione che l’eterosessualità e il binarismo di genere siano le norme naturali o divine. Di conseguenza, ogni identità che non rientra in tali norme viene trattata come un “disturbo” o una “ferita”.
Lo studio ha rilevato che queste pratiche sono più diffuse in alcuni gruppi cristiani, tra cui evangelici, cattolici tradizionalisti e carismatici, rispecchiando in gran parte il panorama religioso svizzero. Pratiche simili sono state individuate anche in contesti New Age e di spiritualità olistica.
Sostegno per le vittime
Alla luce di questi risultati, il CIC sta sviluppando risorse di sensibilizzazione. “Riconoscere l’esistenza di queste pratiche solleva inevitabilmente la questione di come sostenere al meglio le persone che ne sono colpite”, ha concluso il gruppo di ricerca.
Dal punto di vista legale, i cantoni di Neuchâtel, Vallese e Vaud hanno già vietato le terapie di conversione. A Ginevra è attualmente all’esame un progetto di legge. Non esiste ancora una legislazione federale in materia, ma il governo svizzero ha espresso la volontà di introdurla. La questione è ora nelle mani del Consiglio degli Stati.
Tradotto dall’inglese e verificato da mrj
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