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Sedici petizioni per i diritti delle persone disabili

Le persone con disabilità vogliono abbattere le barriere
Le persone con disabilità vogliono abbattere le barriere Keystone-SDA

La richiesta di superare le barriere amministrative e logistiche è stata formalizzata da persone con disabilità attraverso l'approvazione di 16 petizioni e il sostegno all'iniziativa per l'inclusione durante una sessione a loro dedicata.

Dagli ostacoli amministrativi alle difficoltà di accesso ai trasporti, le persone con disabilità chiedono cambiamenti. Riuniti a Palazzo federale, 44 parlamentari eletti per l’occasione hanno approvato 16 petizioni e sostenuto l’iniziativa per l’inclusione.

Organizzata da Pro Infirmis, la seconda Sessione delle persone con disabilità mirava in particolare a rafforzare la loro partecipazione politica. Le petizioni, elaborate nell’ambito di quattro commissioni, riguardano in particolare la mobilità, la formazione, il lavoro, l’alloggio e la salute, si legge in un comunicato diffuso mercoledì.

Una di esse chiede in particolare un’armonizzazione tra i Cantoni in materia di assicurazione invalidità (AI) e prestazioni complementari (PC). Le differenze nelle prestazioni e nella loro organizzazione complicano la vita dei beneficiari dell’AI e delle PC che desiderano trasferirsi altrove. “È un vero e proprio groviglio”, spiega a Keystone-ATS Lionel Frei, responsabile della comunicazione per la Svizzera romanda di Pro Infirmis.

I partecipanti hanno inoltre sostenuto all’unanimità l’iniziativa popolare “Per l’uguaglianza delle persone con disabilità (Iniziativa per l’inclusione)”. Presentata nel 2024, essa mira a garantire l’uguaglianza di diritto e di fatto delle persone disabili, in particolare consentendo loro di scegliere liberamente il proprio luogo e il proprio stile di vita.

Il Consiglio federale ne raccomanda la bocciatura a favore di un controprogetto indiretto, rafforzato ulteriormente dal Consiglio nazionale a settembre. Per Pro Infirmis, l’iniziativa e le petizioni rappresentano “battaglie parallele”. Queste ultime propongono soluzioni concrete che rimarrebbero valide anche se l’iniziativa venisse accolta.

Rappresentanza politica insufficiente

Eletti online da oltre 21’000 votanti, i 44 parlamentari per un giorno hanno occupato simbolicamente il 22% dei 200 seggi del Consiglio nazionale. Tale proporzione corrisponde alla quota della popolazione considerata disabile secondo un’ampia definizione dell’Ufficio federale di statistica, che comprende una larga gamma di situazioni, che vanno dalle disabilità fisiche, sensoriali o psichiche alle malattie croniche che comportano limitazioni, anche lievi, nelle attività quotidiane.

Secondo l’indice di inclusione 2026 di Pro Infirmis, tre persone con disabilità su quattro ritengono insufficiente la propria rappresentanza politica. “I responsabili politici non devono continuare a prendere decisioni senza di noi”, ha dichiarato Simone Leuenberger, presidente della sessione e deputata al Gran Consiglio bernese.

Organizzata per la seconda volta dopo una prima edizione nel 2023, la sessione si è conclusa con la consegna delle 16 petizioni alla consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider. Quest’ultima ha accolto con favore un approccio volto a rimuovere gli ostacoli all’autodeterminazione delle persone interessate.

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