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Le lavoratrici e i lavoratori in età pensionabile sono più che raddoppiati in 20 anni

tavolo e due sedie in una sala conferenze
Nel 2025 circa 220' 000 persone continuavano a lavorare dopo aver raggiunto l'età ordinaria della pensione. Keystone-SDA

Spinto da fattori demografici e da una crescente volontà di rimanere attivi, il numero di persone che lavorano dopo l'età pensionabile in Svizzera è più che raddoppiato negli ultimi 20 anni, spesso come indipendenti a tempo parziale.

Lavorare dopo i 65 anni diventa sempre più frequente in Svizzera: negli ultimi 20 anni il numero di persone attive professionalmente in età pensionabile è cresciuto in modo netto.

È quanto emerge da un’analisi dell’agenzia AWP sui dati della Rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS) dell’Ufficio federale di statistica (UST).

Nel 2025 circa 220’000 persone continuavano a lavorare dopo aver raggiunto l’età ordinaria della pensione, un valore che supera di oltre il doppio le 87’000 registrate nel 2005. Da allora, la quota di lavoratrici e lavoratori over 64 sul totale delle persone occupate è passata dal 2,1% al 4,5%. In altri termini, oggi un/a occupato/a su venti ha almeno 65 anni.

La tendenza riflette la trasformazione demografica del Paese. I cosiddetti baby‐boomer, nati in un periodo di forte crescita della popolazione, stanno entrando nella fascia di età post‐pensionabile, rendendo numericamente più grande il gruppo degli over 64. In questo contesto però cambia anche il comportamento generale: sempre più persone scelgono di restare attive sul mercato del lavoro anche dopo il pensionamento formale.

Attualmente, il 12% delle persone con almeno 65 anni svolge un’attività lavorativa, il doppio della quota del 7% registrata nel 2005. Il fenomeno riguarda in modo simile sia uomini che donne. Allo stesso tempo le forme di impiego cambiano: tra chi continua a lavorare, oltre la metà è composta da indipendenti e la stragrande maggioranza opera a tempo parziale.

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