Lavorare meno per produrre di più, il test svizzero
Per contrastare il costante aumento delle assenze per malattia, un numero crescente di aziende svizzere sta sperimentando la settimana lavorativa di quattro giorni, una soluzione che secondo un nuovo studio migliora la salute dei dipendenti, la motivazione e la produttività.
In Svizzera, l’aumento costante delle assenze per malattia negli ultimi 10 anni sta spingendo sempre più aziende a cercare soluzioni innovative per contenere i costi. Tra le strategie emergenti, la settimana lavorativa di quattro giorni a parità di salario si sta affermando come una possibile risposta. Un nuovo studio, il primo nel suo genere in Svizzera, sta ora valutando l’impatto economico e gli effetti sulla salute di questa riduzione dell’orario di lavoro.
Per sei mesi, una quarantina di dipendenti di una società di servizi amministrativi attiva in Romandia e a Zurigo ha sperimentato la settimana corta. Ogni lavoratore ha avuto la libertà di scegliere come riorganizzare il proprio tempo. Un impiegato, ad esempio, ha optato per un giorno libero extra a settimana, mantenendo lo stesso stipendio. “È una cosa che ti cambia la vita”, commenta entusiasta, spiegando che questa flessibilità permette di “non sprecare il sabato” per le faccende domestiche. “Anticipandole al venerdì, si ha l’intero fine settimana a disposizione: è veramente cool!”.
Bilancio positivo e riorganizzazione del lavoro
Sebbene a inizio aprile il personale sia tornato alla settimana di 42 ore, il bilancio dell’esperimento è estremamente positivo. “Abbiamo avuto un ottimo riscontro sul rapporto fra qualità di vita personale e professionale”, afferma una collaboratrice. Un’altra aggiunge che “i team erano molto più motivati” e che, “sapendo di avere meno tempo per svolgere i compiti assegnati”, sono stati ottimizzati i processi per “guadagnare tempo”, arrivando a una settimana lavorativa di 34 ore anziché 42. L’esperienza ha richiesto una profonda riorganizzazione del lavoro, ma i benefici sembrano superare le sfide.
Per analizzare scientificamente gli effetti della settimana di quattro giorni, l’azienda sta collaborando con la Scuola universitaria professionale di Berna, che ha avviato il primo studio svizzero sull’argomento. L’esperimento coinvolge anche una ONG, una piccola impresa e una banca, tutte impegnate a testare la cosiddetta “settimana corta”.
Lo sfinimento professionale non è un distintivo d’onore
Veit Halperin, consulente in organizzazione del lavoro, sottolinea come stia cambiando la percezione del lavoro: “Le persone non considerano più lo sfinimento professionale come una specie di distintivo d’onore. E le aziende si rendono conto che la cattiva salute dei dipendenti costa loro troppo”. In questo contesto, la settimana di quattro giorni si rivela una “risposta strategica” che non solo migliora la salute dei dipendenti, ma “aumenta il fatturato e l’attrattiva” del datore di lavoro.
Attualmente, una cinquantina di aziende in Svizzera ha già adottato la settimana di quattro giorni, registrando una diminuzione delle assenze per malattia e un aumento della produttività. Una chiara indicazione che un approccio più equilibrato al lavoro può effettivamente giovare alla salute e al benessere generale.
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