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L’Associazione svizzera di football ritira l’appoggio a Infantino

Donald Trump e Gianni Infantino al termine della finale della Coppa del Mondo tra Spagna e Argentina, 19 luglio.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente della FIFA Gianni Infantino al termine della finale della Coppa del Mondo tra Spagna e Argentina, 19 luglio. Copyright 2026 The Associated Press. All Rights Reserved.

A seguito di recenti vicende che hanno minato la fiducia, come il caso Balogun e la proposta di una società esterna, l'Associazione Svizzera di Football ha revocato il proprio appoggio alla ricandidatura di Gianni Infantino alla presidenza della FIFA.

Il Comitato centrale dell’Associazione Svizzera di Football (ASF) ha ritirato il suo sostegno, annunciato nel giugno 2026, alla candidatura di Gianni Infantino per un nuovo mandato alla presidenza della FIFA. Questa decisione fa seguito a una rivalutazione approfondita degli sviluppi degli ultimi mesi, indica l’ASF in un comunicato diffuso mercoledì.

La decisione è stata presa durante una riunione lo scorso 25 settembre. Il Comitato centrale evidenzia eventi come il caso Balogun, che solleva “questioni di chiarezza delle regole e di integrità delle competizioni”, così come “l’integrazione istituzionale e le responsabilità legate alla FIFA Forward Enterprise”.

Rottura del rapporto di fiducia

Per l’ASF, queste vicende toccano aspetti fondamentali del funzionamento dell’organizzazione, come la governance, l’integrità, la trasparenza e i processi decisionali. L’associazione indica che gli statuti che regolano la FIFA non sono stati rispettati in queste circostanze, portando quindi a una rottura del rapporto di fiducia.

“Le misure annunciate dalla FIFA nella sua lettera del 21 settembre sono certamente un segnale importante e possono contribuire a dei miglioramenti. Ma allo stesso tempo, questioni centrali restano aperte”, ha indicato il presidente dell’ASF Peter Knäbel, citato nel comunicato. “Poiché queste non sono state chiarite in modo convincente, non possiamo avallare un ulteriore sostegno alla candidatura di Gianni Infantino”.

Il 56enne vallesano sollecita un ultimo mandato di quattro anni in occasione del 77° Congresso della FIFA nel marzo 2027 a Rabat, in Marocco. Diverse federazioni, tra cui Francia, Germania e Inghilterra, hanno già indicato di non sostenere Infantino, ma quest’ultimo rimane per ora l’unico candidato dichiarato in lizza.

Un’estate segnata dalle polemiche

Espulso durante i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026 contro la Bosnia-Erzegovina, lo statunitense Folarin Balogun si era visto commutare la sospensione per gli ottavi di finale contro il Belgio in “una giornata di squalifica con la condizionale, accompagnata da un periodo di prova di un anno” da parte della commissione disciplinare della FIFA.

Questa decisione è intervenuta dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha chiesto a Gianni Infantino di riesaminare quel cartellino rosso, a suo dire ingiustificato. Infantino ha assicurato di avergli risposto che gli organi della FIFA sono “indipendenti”.

Una responsabilità particolare

All’inizio di agosto, il presidente della FIFA aveva annunciato, con sorpresa generale, di voler creare una società esterna (la FIFA Forward Enterprise, FFE) per gestire le attività commerciali dell’organismo e i tornei come le Coppe del Mondo, con l’arrivo di investitori privati. Questo progetto era stato rapidamente ritirato di fronte all’opposizione di numerosi attori del mondo del calcio, tra cui l’UEFA.

Questa decisione non significa un abbandono della collaborazione costruttiva all’interno della FIFA, sottolinea l’ASF. “In quanto federazione del Paese in cui hanno sede la FIFA e l’UEFA, l’ASF è consapevole della sua particolare responsabilità e continuerà in futuro a impegnarsi per la trasparenza, per strutture credibili e affidabili, e per il rafforzamento di un calcio internazionale unito e integro”.

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