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La Svizzera in lutto

Palazzo federale con la bandiera a mezz'asta.
Palazzo federale con la bandiera a mezz'asta. KEYSTONE/Peter Schneider

La Svizzera si è fermata oggi, 9 gennaio 2026, per una giornata di lutto nazionale in memoria delle vittime del devastante incendio divampato la notte di Capodanno nel locale "Le Constellation" a Crans-Montana.

In una lettera ai media, il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, ha assicurato che verranno tratte le dovute conseguenze dalla tragedia, sottolineando l’impegno a fare tutto il possibile affinché una simile catastrofe non si ripeta. “Lo dobbiamo alle vittime e ai loro cari”, ha dichiarato, esprimendo cordoglio e vicinanza anche ai sopravvissuti.

In mattinata, il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, si è recato in visita privata all’ospedale di Zurigo per incontrare le famiglie di due giovani italiani rimasti feriti. Ha poi ringraziato i medici e il personale della Protezione civile per il loro operato. “Sono venuto qui per ringraziarvi e per trasmettere ai genitori dei ragazzi la partecipazione e il sentimento dell’Italia intera”, ha affermato il Capo dello Stato.

Emmanuel Macron e Sergio Mattarella.
Emmanuel Macron e Sergio Mattarella. Fabrice Coffrini/Pool Photo via AP

Alle 14, l’intera nazione si è raccolta in un minuto di silenzio, accompagnato dal suono delle campane. I trasporti pubblici si sono fermati, le bandiere sono state esposte a mezz’asta sugli edifici federali e le Ferrovie federali svizzere hanno partecipato alla commemorazione. Anche il traffico aereo ha osservato uno stop ai decolli dagli aeroporti di Ginevra, Zurigo e Payerne.

La tragedia ha suscitato profonda commozione anche tra le persone di nazionalità elvetica che vivono all’estero. Per le oltre 826’000 espatriate, la distanza geografica in questi giorni non conta molto. Il libro digitale di condoglianzeCollegamento esterno della Confederazione è diventato un memoriale globale, in cui le voci della diaspora testimoniano il profondo legame con la patria.

Il servizio del telegiornale della RSI:

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Il momento centrale della giornata è stata la cerimonia commemorativa tenutasi nel pomeriggio a Martigny, alla presenza di circa 1’000 persone, inclusi i rappresentanti di 32 Paesi e dell’Unione europea. Tra le autorità internazionali presenti vi erano il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente italiano Sergio Mattarella.

Quest’ultimo ha ha scritto nel libro delle condoglianze, al termine della cerimonia di commemorazione, le parole seguenti: “La cerimonia di oggi per l’immane tragedia che si è consumata impone poche parole: angoscia nel ricordo delle vittime, piena solidarietà verso i loro familiari, affettuosa e costante vicinanza ai giovani che in ospedale lottano per riprendersi le proprie vite, giustizia per quanto accaduto”.

Durante la cerimonia, il presidente Parmelin ha descritto una “Svizzera diventata un’unica grande famiglia in lutto”, evocando con toni commossi la tragedia che ha segnato il primo giorno del 2026. Ha ricordato come per molti giovani i sogni “si sono prematuramente infranti nella cenere di una notte di orrore”.

Il discorso del presidente della Confederazione Guy Parmelin:

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Parmelin ha poi sottolineato la dimensione internazionale del dramma, ricordando le 156 vittime, tra morti e feriti, provenienti da 18 Paesi diversi, e ha espresso gratitudine per la solidarietà ricevuta: “Questa solidarietà nazionale e internazionale ci commuove e ci rende riconoscenti. Grazie ad essa, sappiamo di non essere soli nell’avversità”.

Guardando al futuro, ha parlato di una speranza “dai contorni sfocati”, sostenuta dalla fiducia nella giustizia che dovrà accertare le responsabilità “senza ritardi né indulgenze”, un presupposto definito “indispensabile del patto di fiducia” tra istituzioni e società. Ha infine definito la tragedia “inimmaginabile, indescrivibile, invisibile”: inimmaginabile per un Paese fondato su rigore e affidabilità, indescrivibile per il dolore che ha causato, invisibile perché molte vittime “continueranno a brillare nei nostri ricordi”.

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin e il presidente del governo vallesano Mathias Reynard.
Il presidente della Confederazione Guy Parmelin e il presidente del governo vallesano Mathias Reynard. Keystone / Laurent Gillieron

Altrettanto toccante è stato l’intervento del presidente del Governo vallesano, Mathias Reynard, che ha esordito con parole destinate a rimanere impresse: “Il primo gennaio 2026 non lo dimenticheremo mai”. Ha poi aggiunto che “nessuna frase potrà mai colmare il vuoto che si è creato, ma il silenzio non basterebbe”. In un gesto di umiltà e responsabilità, rivolgendosi ai giovani coinvolti, ha concluso: “Quali adulti, a nome di tutta la comunità, possiamo solamente scusarci”.

Il discorso del presidente del Governo vallesano Mathias Reynard:

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La cerimonia è stata scandita da intermezzi musicali, dalla lettura di testi e da una toccante testimonianza di tre giovani sopravvissuti, che hanno parlato anche in italiano, lasciando un messaggio di speranza: “Non si possono aggiungere giorni alla vita, ma si può aggiungere vita ai giorni”.

La testimonianza di tre giovani sopravvissuti:

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L’evento si è concluso con una parata di rose bianche, in un ultimo, commosso omaggio alle vittime.

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