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La soppressione dei bonus ai vertici di Credit Suisse è conforme alla legge, sancisce il Tribunale federale

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Il versamento di bonus ai dirigenti di Credit Suisse aveva sollevato un polverone. Keystone-SDA

La revoca dei bonus versati ad ex dirigenti di Credit Suisse (CS) è legale. Il Tribunale federale (TF), annullando la decisione del Tribunale amministrativo federale (TAF), ha accolto un ricorso presentato da Confederazione e UBS.

La massima autorità giudiziaria elvetica doveva valutare se l’articolo 10a della Legge sulle banche (LBCR) costituisse una base giuridica sufficiente per la revoca totale o parziale dei compensi non ancora erogati ai tre livelli dirigenziali più alti del defunto CS decisa dal Consiglio federale. L’articolo recita che l’esecutivo può “vietare del tutto o in parte il versamento di retribuzioni variabili” se “a una banca di rilevanza sistemica oppure alla sua società madre è accordato un aiuto statale diretto o indiretto con fondi della Confederazione”. Le misure valgono “per la durata di tale sostegno”.

Nel marzo del 2025 il TAF aveva accolto i ricorsi dei quadri di CS interessati. In una sentenza dello scorso 16 settembre pubblicata oggi, i supremi giudici di Losanna hanno annullato tale decisione. Nell’interpretazione dell’articolo 10a della LBCR, il TF è giunto a una conclusione diversa rispetto all’istanza inferiore, la quale aveva ritenuto che la disposizione consentisse solo misure temporanee, nel senso di una sospensione del pagamento.

Non un semplice rinvio

Il Tribunale federale interpreta in modo diverso una parte della frase contenuta nell’articolo. La legge stabilisce infatti che il Consiglio federale disponga misure “per la durata (del) sostegno”. Per i giudici di Losanna, tale durata si riferisce al periodo durante il quale il governo è autorizzato a emanare misure e non alla durata della misura stessa. L’articolo stabilisce anche che il diritto alla retribuzione variabile può essere “limitato”. Secondo il TF, ciò indica qualcosa di più di un semplice rinvio del pagamento.

I giudici supremi hanno inoltre fatto riferimento al messaggio al parlamento del Consiglio federale relativo alla modifica della LBCR in merito all’introduzione delle normative too big to fail (per banche sistemiche, troppo grandi per fallire). Il governo vi precisava che, in caso di concessione di aiuti di Stato, le misure possono arrivare fino alla revoca delle retribuzioni variabili e che il Consiglio federale può intervenire sui diritti relativi alle retribuzioni variabili.

Nell’ottica del governo andava impedito che fondi pubblici servissero a finanziare bonus inappropriati. Ciò vale anche per le retribuzioni variabili previste contrattualmente, ma non ancora erogate, relative a esercizi precedenti, durante i quali sono state poste le basi per la necessità dell’aiuto di Stato.

Il TF ha inoltre ritenuto che fossero soddisfatti i presupposti per l’applicazione dell’articolo 10a della LBCR: il Consiglio federale era tenuto a prendere misure.

Effetto preventivo

Il Tribunale federale ha respinto l’argomentazione dei quadri di CS secondo cui le misure adottate dal governo costituirebbero una sanzione. L’articolo 10a persegue finalità preventive e non repressive. I collaboratori erano stati informati, tramite clausole restrittive nei loro piani retributivi, della possibilità di soppressioni della rimunerazione variabile.

I giudici di Losanna aggiungono che le misure disposte sono proporzionate e ragionevoli. La riduzione dei bonus è stata applicata in modo graduale ai tre livelli dirigenziali più alti (rispettivamente al 100%, 50% e 25%). Gli interessati hanno dovuto fare i conti con una riduzione, in media, di 68’000 franchi. Sempre in media, la loro retribuzione fissa – non ridotta – nell’ultimo anno di impiego ammontava a circa 1,4 milioni di franchi.

A metà marzo 2023 il CS ha attraversato una grave crisi di fiducia. Il 15 marzo, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) e la Banca nazionale svizzera (BNS) hanno annunciato che il CS continuava a soddisfare i requisiti di capitale e di liquidità; la BNS ha comunque annunciato un sostegno alla liquidità. Il 16 marzo, il Consiglio federale ha emanato un’ordinanza di sostegno della liquidità (denominata Ordinanza concernente mutui supplementari a sostegno della liquidità e la concessione da parte della Confederazione di garanzie in caso di dissesto per mutui a sostegno della liquidità erogati dalla Banca nazionale svizzera a banche di rilevanza sistemica).

Il 19 marzo 2023 è stata resa nota l’acquisizione di CS da parte di UBS. In questa data, il Consiglio federale ha modificato l’ordinanza sugli aiuti di liquidità, integrandovi una disposizione che prevede l’adozione di misure concernenti le retribuzioni. Fino alla fine di marzo 2023, il CS ha ricevuto aiuti di liquidità per 168 miliardi di franchi, che sono stati interamente rimborsati.

Il TF ha respinto la richiesta dei dirigenti di CS di rendere anonimo il dispositivo della sentenza, che viene pubblicato sul sito del Tribunale federale e può essere consultato. L’argomento secondo cui il crollo di CS avrebbe suscitato un forte risentimento nell’opinione pubblica non è sufficiente a dimostrare una violazione della personalità di gravità eccezionale.

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