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La settimana in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

due mesi e mezzo dopo la tragedia di Crans-Montana, un nuovo dramma legato al fuoco, questa volta in un autobus, ha segnato l'attualità della settimana.

Per il resto, l'attualità svizzera degli ultimi giorni è stata molto politica, con le votazioni federali di domenica e un'inversione di rotta del Parlamento in materia energetica.

Buona lettura!

telecamera in studio tv
Alla fine, più spavento che danni per la SSR in occasione delle votazioni federali dell’8 marzo. Keystone / Peter Schneider

La SSR può tirare un sospiro di sollievo. Durante le votazioni federali di domenica, l’iniziativa popolare che chiedeva di abbassare il canone radiotelevisivo a 200 franchi è stata respinta con il 61,9% dei voti e all’unanimità dei Cantoni.

Ma questo voto non segna la fine delle preoccupazioni per l’emittente pubblica: il canone, attualmente di 335 franchi per economia domestica all’anno, sarà progressivamente abbassato fino a raggiungere i 300 franchi a partire dal 2029. Inoltre, il dibattito che si preannuncia sul rinnovo della concessione, in scadenza nel 2028, promette di essere acceso.

In questa “super-domenica di votazioni”, il popolo svizzero ha anche accettato l’imposizione individuale delle coppie sposate e l’iscrizione nella Costituzione del principio del mantenimento del denaro contante. È stata invece respinta l’iniziativa popolare che chiedeva di creare un fondo per la tutela del clima.

Gli svizzeri e le svizzere all’estero non hanno votato in modo molto diverso dal resto del Paese. Ci sono però due sfumature: la Quinta Svizzera ha sostenuto l’imposizione individuale in modo molto più marcato rispetto al resto della nazione e si è mostrata più clemente nei confronti del fondo per il clima.

Queste votazioni federali hanno però riservato una brutta sorpresa alla Quinta Svizzera. A Basilea Città, un problema tecnico ha impedito lo spoglio di una parte dei voti elettronici. Il Cantone ha sospeso il suo progetto pilota fino alla fine dell’anno. Questo incidente alimenta ulteriormente i dubbi sull’affidabilità del voto elettronico, che la comunità elvetica all’estero chiede da tempo.

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L’evento è stato così scioccante che il presidente della Confederazione Guy Parmelin si è recato sul luogo della tragedia. Keystone / Cyril Zingaro

Un nuovo dramma legato a un incendio ha colpito la Svizzera. Martedì, un autopostale ha preso fuoco a Kerzers, nel Canton Friburgo, mentre si avvicinava al capolinea. L’incendio si è propagato molto rapidamente a tutto il veicolo, provocando la morte di sei persone. Altre cinque sono rimaste ferite, di cui tre in modo grave.

Non si è trattato di un incidente, ma di un atto volontario. Un uomo di 65 anni si è cosparso di benzina prima di darsi fuoco all’interno del veicolo. La pista terroristica è esclusa. Secondo i primi elementi dell’inchiesta, l’autore, descritto come “emarginato e con disturbi psichici”, era fuggito da un ospedale poco prima dell’accaduto.

L’evento ha suscitato profonda commozione non solo nella regione, ma in tutto il Paese. Il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, si è recato sul posto per partecipare a una cerimonia ecumenica di raccoglimento. La tragedia è stata anche ampiamente riportata dai media internazionali.

Un minuto di silenzio per le vittime di Crans-Montana all'inizio della sessione del Gran Consiglio vallesano.
Un minuto di silenzio per le vittime di Crans-Montana all’inizio della sessione del Gran Consiglio vallesano. Keystone / Cyril Zingaro

L’inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana si è allargata. La giustizia vallesana ha incriminato il sindaco del Comune, Nicolas Féraud, e quattro responsabili ed ex-responsabili della sicurezza pubblica e del corpo pompieri di Crans-Montana tra il 2020 e il 2024.

Attualmente, nove persone, tra cui la coppia di proprietari del bar incendiato, sono incriminate nell’ambito dell’indagine su questo dramma che aveva causato 41 morti e 115 feriti la notte di Capodanno. Tutte devono rispondere di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo.

Martedì, il Parlamento svizzero ha concordato un contributo di solidarietà di 50’000 franchi per vittima. Tale importo servirà a fornire un aiuto rapido per dare sollievo alle persone ferite o ai familiari delle vittime, senza attendere gli indennizzi delle assicurazioni o i risarcimenti legali. Questo aiuto federale sarà integrato da un contributo cantonale. Giovedì, il Parlamento vallesano ha approvato un aiuto d’urgenza di 10’000 franchi e la creazione di una fondazione dotata di 10 milioni di franchi per un sostegno a lungo termine.

Inoltre, il cerchio si stringe attorno alla coppia di proprietari. L’Ufficio federale di polizia (Fedpol) ha segnalato alla procura vallesana movimenti finanziari sospetti legati alle società dei Moretti, in particolare trasferimenti insoliti e prestiti difficilmente giustificabili. Questa analisi ha portato a una comunicazione di sospetto riciclaggio di denaro, aprendo la strada a un eventuale procedimento penale distinto dall’inchiesta sull’incendio.

persona con portamonete in mano fa il pieno di benzina
In Svizzera, l’impennata dei prezzi dei carburanti è la conseguenza più tangibile degli effetti del conflitto in Medio Oriente. Keystone / Christian Beutler

Il conflitto in Medio Oriente continua ad avere ripercussioni economiche sul resto del mondo, Svizzera compresa. L’impatto più visibile è il forte aumento del prezzo dei carburanti. Secondo le stime del Touring Club Svizzero, che ha passato al setaccio 3’200 stazioni di servizio, il prezzo del diesel è balzato dell’8,6% in dieci giorni e quello della benzina senza piombo 95 del 3,7%.

Nonostante questi aumenti, i prezzi dei carburanti in Svizzera rimangono più convenienti rispetto ad altri Paesi. Di conseguenza, diversi media riportano un “turismo della benzina”, con automobilisti provenienti dalla Germania e dalla Francia che attraversano il confine per approfittare di prezzi svizzeri momentaneamente più vantaggiosi.

Il forte aumento del prezzo dei carburanti ha rilanciato la questione della dipendenza energetica della Svizzera. Il Consiglio degli Stati ha accettato di riaprire le porte al nucleare, sostenendo la revoca del divieto tecnologico. Ritenendo che la Svizzera debba garantire la propria produzione invernale, la Camera alta ha accettato il controprogetto all’iniziativa “Stop al blackout”, che mira a poter autorizzare la costruzione di nuove centrali atomiche.

Si tratta di una vera e propria inversione di rotta, dato che la Svizzera aveva deciso di abbandonare progressivamente il nucleare sulla scia della catastrofe di Fukushima nel 2011. Il Consiglio nazionale dovrà ancora pronunciarsi, ma i Verdi minacciano già di lanciare un referendum.

folla
Sovrappopolata o no? La questione sarà affrontata da lunedì durante una conferenza stampa dedicata all’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni!”. Keystone / Andreas Becker

La settimana prossima

La prossima settimana, il Parlamento terminerà la sua sessione primaverile. Un tema dovrebbe interessare in modo specifico gli svizzeri e le svizzere all’estero: la soppressione delle rendite per figli. Inoltre, il ministro della giustizia Beat Jans terrà lunedì una conferenza stampa sull’iniziativa popolare “No a una Svizzera da 10 milioni!”.

Sul fronte economico, la settimana sarà segnata dall’annuncio dei risultati di pesi massimi dell’economia svizzera, tra cui il gruppo Swatch e Stadler Rail.

Ma è sul versante culturale che la settimana sarà particolarmente intensa, con l’annuncio del programma del Festival Internazionale del Film di Friburgo (FIFF) e del prossimo Paléo Festival. La settimana vedrà anche l’apertura del 40° Salone del libro di Ginevra e dei 18esimi Swiss Music Awards all’Hallenstadion di Zurigo.

Un segnale stradale carbonizzato a Kerzers
Fabrice Coffrini / AFP

Foto della settimana

Un segnale stradale carbonizzato a Kerzers, dove l’incendio di un autobus ha causato 6 morti e 5 feriti. Questa immagine simbolica ricorda che la Svizzera è stata duramente colpita dagli incendi in questo inizio d’anno.

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