La raffineria d’oro svizzera Valcambi si espande a Hong Kong
Per sostenere l'ambizione di Hong Kong di diventare un polo globale dei metalli preziosi, la raffineria svizzera Valcambi aprirà il suo primo stabilimento all'estero in collaborazione con un partner locale.
La svizzera Valcambi, una tra le maggiori raffinerie d’oro al mondo, ha in programma di aprire un nuovo stabilimento a Hong Kong, sostenendo così gli sforzi della città per diventare un polo mondiale dei metalli preziosi.
L’azienda elvetica ha siglato una lettera d’intenti con Shiu Wing Steel, l’unico produttore di acciaio di Hong Kong, per costituire una nuova società di raffinazione di metalli preziosi che fornirà anche servizi di custodia in caveau.
“L’Asia è un mercato chiave per l’industria dei metalli preziosi e continuerà a svolgere un ruolo di crescente importanza per il suo futuro”, ha dichiarato giovedì in un comunicato stampa Simone Knobloch, amministratrice delegata di Valcambi.
L’iniziativa di Valcambi giunge mentre Hong Kong è in competizione con Singapore per sviluppare la principale piazza di scambio dell’oro in Asia. Martedì, durante un incontro annuale del settore in Italia, il segretario per i servizi finanziari e l’ufficio del tesoro di Hong Kong, Christopher Hui, ha presentato i piani per espandere il settore aurifero della città.
“Il nostro obiettivo al momento è creare l’infrastruttura giusta, per garantire che il nostro sistema sia solido e, allo stesso tempo, credibile, in modo da continuare ad attirare l’interesse d’investitori a partecipare”, ha detto Hui in un’intervista a margine della conferenza della London Bullion Market Association a Sorrento.
Questa settimana, Hui ha visitato l’impianto svizzero di Valcambi, così come quelli di altre importanti raffinerie tra cui MKS PAMP e Argor-Heraeus. La nuova raffineria, la prima di Valcambi al di fuori della Svizzera, sarà situata nello stabilimento di Shiu Wing Steel, nel nord-ovest di Hong Kong.
Nell’ambito di questa iniziativa, a luglio Hong Kong ha avviato le operazioni di prova di un sistema di compensazione dell’oro, insieme a un nuovo parametro di riferimento per i prezzi, e si è assicurata la partecipazione delle più grandi banche cinesi e d’importanti banche internazionali di metalli preziosi come JPMorgan Chase e HSBC Holdings. Sta inoltre pianificando di lanciare futures sull’oro denominati in yuan, esplorando al contempo politiche più vantaggiose per chi opera nel settore.
Hong Kong sta adottando un “approccio che copre l’intera catena del valore”, ha detto Hui. “Come Londra, abbiamo lo stoccaggio e i contratti over-the-counter; come la Svizzera, vogliamo avere le raffinerie; come gli Stati Uniti, vogliamo avere i futures sull’oro”.
Sviluppare il mercato dell’oro di Hong Kong è una priorità assoluta prima della fine del suo mandato ufficiale, a fine giugno, ha detto Hui. Il mese scorso, l’oro è stato messo in evidenza nel primo piano quinquennale della città, con il metallo prezioso considerato “un punto di ingresso” per espandere l’uso dello yuan cinese nei mercati globali.
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