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La promessa di Gian Lorenzo Cornado alle vittime di Crans-Montana

Ex ambasciatore itaiano gian lorenzo cornado
M'impegnerò a titolo personale e non a nome del Governo italiano. Keystone / Cyril Zingaro

Ripercorrendo i drammatici giorni dell'incendio di Crans-Montana, l'ex ambasciatore italiano a Berna esprime il suo profondo coinvolgimento e conferma il suo futuro sostegno personale alle famiglie delle vittime.

La tragedia dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana (canton Vallese) ha lasciato un segno profondo anche nell’ormai ex ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado.

Keystone-ATS: Signor ambasciatore, qual è stata la sua prima reazione quando ha saputo dell’incendio a Crans-Montana?

Gian Lorenzo Cornado: Sono rimasto sconvolto. Ho ricevuto la notizia alle 08.00. Ho chiamato immediatamente la polizia cantonale vallesana per avere informazioni più precise sulla presenza di cittadini italiani tra le vittime. Un’ora dopo il ministro degli esteri Antonio Tajani mi ha chiesto di recarmi immediatamente a Crans-Montana. Ancor prima di mezzogiorno mi trovavo al centro congressi Le Régent, dov’erano già riunite le famiglie italiane. Sono rimasto per quattro giorni al fianco dei genitori che non avevano notizie dei propri figli.

Keystone-ATS: Quale immagine di questa tragedia le rimarrà particolarmente impressa nella memoria?

Non dimenticherò mai lo sguardo delle famiglie che aspettavano di essere rassicurate o di conoscere la verità sulla sorte dei propri figli. I loro sentimenti oscillavano tra speranza, preoccupazione, paura e, infine, disperazione.

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Keystone-ATS: Quanti cittadini italiani sono ancora in cura a Milano?

Tre giovani continuano a essere curati al Niguarda (presso il centro per il trattamento dei grandi ustionati, ndr). In questo incendio hanno perso la vita sei italiani, mentre 14 sono rimasti feriti.

Keystone-ATS: Mantiene ancora stretti contatti con le vittime o con i loro familiari?

Sì, sia con le famiglie dei giovani deceduti che con quelle dei feriti. In futuro, in qualità di rappresentante delle famiglie italiane all’interno della Fondazione Beloved, manterrò i contatti con tutti loro.

Keystone-ATS: Quale ruolo ricoprirà nella fondazione creata per sostenere le vittime?

Lo stesso del rappresentante delle famiglie delle vittime svizzere e francesi. Il nostro compito sarà quello di definire i criteri per i risarcimenti e di esaminare attentamente ogni singolo caso. Poiché il 30 settembre andrò in pensione, mi impegnerò a titolo personale e non a nome del Governo italiano.

Keystone-ATS: Il 1° giugno ha co-organizzato a Crans-Montana un concerto in memoria delle vittime.

A nome dell’ambasciata italiana ho voluto rendere omaggio agli “angeli di Crans-Montana”. Se non fossi già partito da Berna il 29 giugno avrei sicuramente organizzato questo evento insieme a Crans-Montana Classic il 1° luglio, per commemorare le vittime a sei mesi esatti dal tragico incendio.

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